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Il sepolcro segreto

Il sepolcro segreto

Cristoforo Colombo ha viaggiato per dodici anni, ha fatto quattro viaggi da quando è sbarcato sulle coste del Nuovo Mondo la prima volta e alla fine, quando sa che non potrà più viaggiare, sceglie tra tutte le isole visitate e conquistate in nome del re e della regina spagnoli la Giamaica come luogo in cui custodire un tesoro che deve rimanere celato. È il 1504, l’inizio di un lunghissimo periodo di ricerca di quel tesoro che porta fino all’epoca attuale, in Florida, nella vita disastrata di Tom Segan che è un ex giornalista di grande successo, che da otto anni ha perso tutto: il lavoro, il Premio Pulitzer e la sua famiglia. La sua vita sta per subire per giunta un altro duro colpo: la figlia Alle viene rapita e i suoi rapitori vogliono che lui consegni un oggetto posseduto da suo padre e che questi si è fatto inserire addirittura nella bara. Quando ha tra le mani quell’oggetto Tom comprende che non può consegnarlo perché custodisce un segreto che ha una forza prorompente e che sarebbe in grado di cambiare e riscrivere la Storia: il segreto che Cristoforo Colombo ha nascosto e protetto nella giungla intricata della Giamaica...

Questo romanzo non fa parte della serie di Cotton Malone, che ha reso Steve Berry famoso in tutto il mondo (oltre 330.000 copie vendute in Italia e quattordici milioni in tutto il mondo), narra invece una storia che ha radici nelle vicende storiche legate a uno dei personaggi più significativi nel panorama mondiale, le cui imprese hanno profondamente determinato la vita come la conosciamo oggi. Seppure la sua natura di stand-alone non gli ha garantito la stessa accoglienza degli altri romanzi di Berry, questo Il sepolcro segreto sicuramente è un vero classico per chi ama i thriller storici. L’impronta dello scrittore è evidente: una trama fitta di colpi di scena e piste false che depistano il lettore e lo pongono in uno stato di concitazione continua. I fatti narrati, tra verità storica e finzione (così come precisa nelle note lo scrittore) svelano la storia degli Ebrei, della Giamaica e di Cristoforo Colombo creando un collegamento tra di loro e facendo luce su aspetti non conosciuti. La narrazione procede veloce e spedita e le digressioni storiche non rallentano il ritmo del thriller, che è avvincente e coinvolgente. I personaggi sono ben delineati e hanno uno spessore che li rende tridimensionali e riconoscibili. Il ritmo è serratissimo e questo consente al lettore di godere di un’esperienza avvincente e congegnata in modo preciso, in cui tutti gli elementi si incastrano e, alla fine, si giunge alla conclusione e tutta la confusione si riorganizza in un quadro chiaro e risolutivo. La lingua è semplice e piana e questo permette di proseguire senza difficoltà nella trama che, invece, è veramente complessa.