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Il serpente e le ali della notte

Il serpente e le ali della notte

Nel cuore del Casato della Notte, Oraya si muove silenziosa sopra i tetti delle case con un pugnale stretto tra le mani. Vive circondata da vampiri ma il sangue che le scorre nelle vene è rosso, umano. Adottata da bambina dal re dei vampiri Hiaj, Vincent, dopo averla trovata tra le macerie di un villaggio distrutto, di giorno resta nascosta tra le mura del palazzo argentato, di notte va a caccia di succhiasangue che si nutrono di vittime innocenti. Prima era soltanto un gioco, un allenamento ma con il tempo è diventato qualcosa di più, una vergognosa ribellione segreta. Dopo centinaia di notti, la sua tecnica è ormai perfetta: prima le ali, due fendenti, una per ciascuna; poi una coltellata al fianco, un’altra alla gola e infine una al cuore. Mentre la lama perfora il petto sente sempre la voce di suo padre: “Non distogliere mai lo sguardo, piccola serpe”. I vampiri sono i figli della dea della morte ma anche loro tremano davanti a essa. Dopo aver finito, gli umani la guardano con occhi fissi e sbigottiti. È una di loro ma non si sente tale, nei loro confronti prova un misto tra disgusto e attrazione. L’unica a fare eccezione è Ilana, una vecchia che si fa pagare per farsi succhiare il collo. Lei e Vincent sono la sua unica famiglia. Adesso, però, Oraya ha finalmente la possibilità di cambiare le cose. Ogni cento anni la dea Nyaxia reclama il suo tributo: un torneo feroce di cinque prove suddivise su quattro mesi in cui i più forti si sfidano per ottenere un dono divino. Al Kejari partecipano i vampiri provenienti da tutte le casate di Obitraes — il Casato della Notte, il Casato dell’Ombra e quello del Sangue. Per gli altri, è una questione di potere. Per Oraya, è l’unica occasione per smettere di essere una preda in un mondo di predatori…

Il serpente e le ali della notte è il primo volume della saga romantasy Le Cronache di Nyaxia dell’autrice statunitense Carissa Broadbent, progetto ambizioso composto da tre dilogie autonome ma ambientate nello stesso universo narrativo. Questo primo ciclo, noto come Nightborn Duet, si svolge nel Casato della Notte e narra le vicende di Oraya, umana figlia adottiva del re dei vampiri, che sceglie di partecipare a un torneo sanguinario per guadagnarsi un posto in un mondo “destinato per natura ad ucciderla”. Numerosi i riferimenti ad altre saghe fantasy da cui la Broadbent trae ispirazione: dall’arena crudele di Hunger Games, trasfigurata nel torneo del Kejari, passando per Il principe crudele di Holly Black (ravvisabile nel rapporto ambivalente tra Oraya e il padre, simile a quello fra Jude e Madoc) e Sangue e cenere di Jennifer L. Armentrout (soprattutto per il protagonista maschile intrigante e protettivo). Ma la parentela più prossima resta la saga La corte di rose e spine di Sarah J. Maas: già dal nome del Casato della Notte che evoca la Corte della Notte ma anche la trama (l’eroina umana in un mondo di immortali che finisce per legarsi al suo nemico). Allora ci si potrebbe chiedere: Cos’ha di originale questo romanzo? Probabilmente, nulla. L’autrice non fa altro che prendere dinamiche già confezionate da altri e reinterpretarle a modo proprio. Il risultato è un romanzo che ci cattura per le sue atmosfere dark, lo stile leggero e scorrevole e la (vista e rivista) storia d’amore tra un’umana e un vampiro che continua a far sognare gli appassionati del genere.