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Il signor Han

Il signor Han

Il vecchio signor Han si è trasferito in quella casa da appena tre anni, nel 1968, giunto da chissà dove, scorbutico e misero, senza quasi nulla con sé. Il vecchio condivide il primo piano con la famiglia del signor Pyŏn e con una vedova; il pianterreno è interamente occupato dalla famiglia del signor Min, praticamente già padrone di casa. Ci tengono molto, i signori Min, a mantenere buoni rapporti con gli altri inquilini, anche se quel vecchio così strambo e solitario – e alcolista, per giunta – rende le cose davvero difficili. Alla signora Pyŏn viene quasi da pensare che sarebbe proprio meglio per lui, se dovesse andarsene così, senza più soffrire. E certo, essendo egli a quanto pare solo e senza eredi, ai suoi vicini farebbe comodo appropriarsi della sua parte di casa... Anni prima, nel 1950, è il dottor Chŏng ad annunciare l’ordine di mobilitazione ai colleghi. Il ginecologo Han Yŏng-dok se lo aspettava da tempo: ormai sono rimasti in pochi a lavorare all’Università Kim Il-sŏng di P’yŏngyang. I bombardamenti, da parte dell’esercito del Sud, proseguono senza sosta. Gli studenti già sono stati arruolati in fretta e furia, dopo un tirocinio che è stato una formalità più che altro; ora è il turno dei professori e dei medici. Sono in pochi a non ricevere l’ordine, però: tra questi, il dottor Han e il suo collega e amico Sŏ Hak-jun. È proprio questi ad avvisare Han che, forse, non essere arruolati non è affatto una buona notizia...

Cronaca del signor Han suona in coreano il titolo del primo romanzo di Hwang Sŏk-yŏng, pubblicato nel 1972 dopo che il suo autore era già passato per l’esperienza della guerra in Vietnam e del carcere in patria, in Corea del Sud. Vivrà poi anche l’esilio in Germania e a New York e, al ritorno in patria, sarà di nuovo incarcerato per motivi di sicurezza nazionale. Hwang è attivista per la democratizzazione e dissidente politico, oltre che uno dei più affermati e premiati romanzieri della sua nazione. Cronaca, dice il titolo, perché alla cruda realtà della storia si ispira la narrazione. La vicenda è ambientata durante la guerra di Corea, durata dal 1950 al 1953 e conclusasi con la separazione in due stati: il Nord comunista e il Sud filo-statunitense. Ispirato ai fatti realmente accaduti ai familiari dell’autore, il romanzo di Hwang narra con grande efficacia rappresentativa e con grande realismo ciò che la guerra significa: dai bombardamenti alle esecuzioni, dalla persecuzione politica alla tortura nelle carceri, fino alla spersonalizzazione e la disumanizzazione completa. Il nostro personaggio, vittima della realtà che lo circonda, attraversa le maree dell’esilio, della separazione e del lutto finché non si affievolisce quella forza morale che gli fa luce, finché non rimane – del noto medico di grande rigore ed integrità qual era – che l’essere un “signor Han” qualunque, vecchio, scontroso, dimenticato.