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Il silenzio degli invisibili

Il silenzio degli invisibili

Costa marchigiana meridionale. Ultimi decenni. “La vita è senza trama. E lo è questo libro, riconoscendo alla mancanza di trama la dignità del ruolo dominante. Raccolgo ricordi, esplorazioni dell’Io e dell’anima. Mentalmente, oniricamente, scendo giù, vado nel fondo di quella cantina semibuia che facciamo fatica a raggiungere con le sue scale impervie, poco visibili, scomode, spesso inaccessibili... Cerchiamo un punto dove rannicchiarci per capire qualcosa di quel guazzabuglio interiore che portiamo appresso”. Una voce narrante fa introspezione sulla propria autobiografia: sul taciturno ragazzo di campagna che era, timido e introverso; sul fiero bimbo di quattro anni, in triciclo in mezzo all’aia campagnola; sulla madre gioviale e sull’ammirato fratello, maggiore di sei anni; sul padre morto giovane, lui appena dodicenne; sui giovanili lunghi capelli tendenti al biondo, un ciuffo ribelle sempre da riportare indietro; sui parenti romani in vacanza sull’Adriatico, con due cugini strafottenti e canzonatori; sul primo bacio, atteso e sperato; sulle giornate uggiose cantate da Battisti-Mogol quando aveva 25 anni (nel 1980); sulle foto di quei decenni, meglio conservate se in bianco e nero; sul cagnolino Jack, l’amore incondizionato; sull’abitudine a non essere visto, condizione esistenziale d’invisibilità; sulla permanente consolazione cercata in un bicchiere di sangiovese e nel Battiato di Centro di gravità permanente, Sentimiento nuevo, Bandiera bianca. Ecco, pensieri e parole di oggi nascono dalla propria falegnameria mentale: “i legni raccolti, cercati in assoluto ordine sparso, con umiltà e riconoscenza”...

Il marchigiano Giampietro De Angelis è un informatore scientifico in ambito medico e sanitario e coltiva da decenni una sincera passione letteraria. Risulta protagonista in associazioni impegnate sui diritti umani e sociali, sulla biodiversità culturale dei popoli indigeni, sull’arte e sul teatro. Ha all’attivo poesie, una raccolta di brevi racconti e novelle, curatele e recensioni di grandi scrittori, collaborazioni giornalistiche. Presenta a fine 2021 un primo affresco di romanzo, organizzato in prima persona, il commento intimo e aulico a propri gesti, pensieri, album fotografici, eventi, amori e nostalgie, perdite e scoperte, sogni e immaginari, gioie e dolori. Si tratta di un’esplorazione narrativa, a tratti noiosa, basata retrospettivamente sulla propria memoria e sulla continua individuale ricerca di uno o più significati della vita e delle vite (senza trama). Mostra l’ambizione di rappresentare così i tanti più silenziosi che abbiamo attorno e che talora ci sembrano invisibili (da cui il titolo). Quindici brevi capitoli si susseguono l’un l’altro senza un andamento cronologico, hanno un titolo, giusto lo spunto per trattare argomenti diversi, usi e costumi, pratiche e teorie di un autore che non ha “un particolare interesse per le strutture, le impalcature, anche di potere, che gli uomini hanno costruito nella storia”.