Roma, aprile 1953. Wilma Montesi ha ventun anni. Di carattere schivo e riservato, è una ragazza che si apre alla vita e alla speranza, come tante in quegli anni in cui l’Italia vuole dimenticare gli orrori della guerra. Vive con i genitori, i nonni materni, la sorella Wanda e il fratello Sergio nel quartiere Trieste, in un palazzo dell’Istituto Nazionale per gli Impiegati Statali. Wilma non ama lo studio e cambia diverse scuole senza conseguire però nessun diploma. Coltiva tuttavia due sogni: il cinema e farsi una famiglia. Quanto al primo, ha avuto qualche piccola esperienza come comparsa a Cinecittà, quanto alla seconda, da poco più di sei mesi è fidanzata con Angelo, di professione poliziotto. I due giovani hanno già programmato il matrimonio per il dicembre di quello stesso anno. “Tutto sembra scorrere sereno nella vita di questa ragazza appena maggiorenne che, in fondo, non chiede molto. Solo di vivere tranquilla con quella calma, pacatezza, riservatezza che tanti le hanno sempre riconosciuto”. Il 9 aprile 1953, un giovedì, dopo aver adempiuto alle incombenze del mattino, del pranzo e dopo pranzo, la mamma e Wanda propongono di andare al cinema: all’Excelsior, poco lontano da casa, danno La carrozza d’oro di Jean Renoir che desiderano molto vedere. A Wilma, però, Anna Magnani, principale interprete, non piace. Rinuncia perciò al cinema e comunica che farà una passeggiata più tardi, per poi unirsi a loro al termine della proiezione. Madre e figlia escono di casa alle 16.30. Wilma, secondo quanto ricorda la portinaia, uscirà meno di un’ora dopo. Ma la sera, a casa, la ragazza manca all’appello. Eppure conosce perfettamente le regole: alle 20.30 tutti devono essere rientrati per la cena. Dopo le 21, la mamma comincia a preoccuparsi. Viene interpellata la portinaia mentre, allarmati, il papà e il fratello si recono al pronto soccorso del San Camillo e del Policlinico, in cerca di notizie. Non trovano Wilma tra i ricoverati né altrove. Alle 22.30 circa, i genitori fanno denuncia di scomparsa…

Ne Il silenzio sul mare Chiara Ricci ricostruisce la misteriosa vicenda e il caso mai risolto di Wilma Montesi utilizzando una ricchissima documentazione d’archivio, trascrizioni di testimonianze e documenti, atti processuali, articoli di quotidiani e periodici. Il caso Montesi, infatti, ricorda nella prefazione Andrea Pamparana, “segnò, di fatto, l’inizio del cosiddetto giornalismo scandalistico in Italia. Un simbolo, questo senz’altro, del conflitto mai risolto tra moralismo e ipocrisia”. Elementi che, nel presente così come in altri casi, sottraggono alle persone coinvolte, ma soprattutto alla vittima, la dimensione unica e personale che la contraddistingue come essere umano e non come faccenda mediatica: obiettivo dell’autrice è dunque quello di restituire dignità e centralità a Wilma “come persona”. Wilma Montesi, o meglio il suo corpo senza vita, sarà ritrovata a Torvajanica la mattina dell’11 aprile, cullato dalle onde, privo di alcuni indumenti intimi, calze e reggicalze. Subito si pensa a un malore: la ragazza, forse svenuta, è annegata e le correnti hanno trasportato il corpo. Oppure, avendo accusato da tempo un arrossamento del tallone, si è recata a Ostia per fare un pediluvio, come le avevano consigliato e come aveva in precedenza, vagamente, accennato; o, infine, Wilma si è inspiegabilmente suicidata. Il caso non sarà mai risolto, ma darà luogo a uno scandalo che coinvolgerà importanti personalità dell’alta società e della politica, tra le quali il vicepresidente del Consiglio Attilio Piccioni, democristiano, e suo figlio Piero, noto musicista. Il caso si chiuderà nel 1957, quando la Corte d’Assise di Venezia scagionerà tutti gli imputati. Il mistero della morte di Wilma rimane. Il saggio di Chiara Ricci ha il merito di riproporne in modo approfondito ed estremamente documentato ogni aspetto in questo libro che, strutturato come una sceneggiatura, evidenzia gli aspetti cruciali della vicenda e offre al lettore un’esauriente ricostruzione dell’epoca nella quale essa si svolge. Questo anche grazie all’inserimento in appendice di numerose immagini del periodo, di un’intervista immaginaria a Wilma, di utili e ben documentate bibliografia e cinematografia.