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Il sogno di Rodrigo

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Rodrigo Redaelli è un uomo qualunque in una città qualunque, uno di quelli che vorrebbe ma non può. Lavora da sempre in una casa editrice come contabile, tra le continue vessazioni di IT, il peggior capo del mondo: un omuncolo che si compiace nel fargli scherzetti malefici, consapevole che il poveruomo non avrà il carattere di ribellarsi. Rodrigo è così, si fa trascinare senza mai opporsi; per lo stesso motivo, vive in una casa che sembra uscita dal rifugio di un alpino e passa ogni vacanza in montagna, nonostante tutto ciò lo disgusti. Ha una moglie bruttina e una figlia menefreghista, ma si limita a osservare la sua vita mediocre senza viverla mai. Finché, dopo una botta in testa, la sua vita ideale si presenta in sogno. Rodrigo inizia un bizzarro sogno che, come in una serie a puntate, continua da dove lo aveva lasciato la notte precedente. Una realtà onirica in cui una sua versione molto più tonica e ricca può dare libero sfogo a tutte le sue fantasie e desideri repressi. Realtà e sogno inizialmente si snodano su due rette parallele, in un contrasto continuo tra l’insoddisfazione del giorno e la pienezza della notte. Ma dove comincia il sogno e, soprattutto, dove finisce la realtà? Un viaggio tra due mondi che apparentemente non si appartengono, ma che invece sono molto più legati del previsto…

Il tema del sogno non è certo nuovo ai romanzi e, anzi, è stato sfruttato spesso fin quasi a banalizzarlo. Iniziando la lettura di questo libriccino, è naturale entrare in empatia col povero Rodrigo, un uomo talmente tanto pacato da vivere una vita che non gli si addice semplicemente perché non ha la forza di dire la sua. Il suo personaggio è molto ben caratterizzato e non scade mai nella macchietta, anzi, è curioso vederne la doppia evoluzione, sia nel mondo reale che in sogno. La vita che Rodrigo sogna è lì, ed è bello vedere tutti gli stravolgimenti che ci potrebbero essere se solo avesse un’indole più spigliata. Ciò che arricchisce il libro è la lezione, nemmeno troppo sottile, che l’autore nasconde in questa doppia vita: anche quando Rodrigo realizza tutti i suoi sogni, circondato da donne, soldi e potere, si scopre infelice e annoiato. La stessa moglie che disprezza per la sua erre moscia nella vita reale è ciò che gli manca quando chiude gli occhi, perché si accorge di quanto possa essere il suo porto sicuro. Ma non è solo questione di trama, bensì di stile. Il libro ha un ritmo veloce, complice anche la doppia narrazione simultanea, che quindi rende impossibile annoiare il lettore. In conclusione, una storia brillante, che fa sorridere, ma anche riflettere sull’importanza dell’apprezzare sempre ciò che si ha e, soprattutto, di non accontentarsi di una vita che non ci soddisfa.