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Il TAAACcuino de Il milanese imbruttito

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Taaac! Ebbene sì, anche il milanese imbruttito più imbruttito fra una fattura e l’altra ha bisogno di rilassarsi. Ma attenzione, anche il relax deve essere utile o produrre utile e allora cosa c’è di meglio di un libriccino che propone i più classici dei giochi enigmistici ed esattamente come le riviste di enigmistica si parte dai più semplici per poi aumentare il livello di difficoltà? L’introduzione parla chiaro, poiché l’imbruttito è sul pezzo, mai in orario né in ritardo, è lì e se non sta fatturando deve evitare lo sbatti senza smettere di tenere la melonera in azione. Per farlo può munirsi di questo libro e di una matita o una penna. Le parole incrociate, quel quadrato fatto di lettere che sembrano sparse a caso ma in realtà nasconde delle parole che possono essere in orizzontale verticale o diagonale. Va da sé che a gioco risolto, non solo si saranno impiegati dei minuti preziosi, ma si avrà una vera e propria lista delle cose da mettere in valigia. I giochi però, va specificato, per l’innata gentilezza e propensione all’accoglienza del milanese possono essere usati anche dai giargiana che resteranno tali, ma potranno almeno fingere quando sono all’interno della circonvalla. Ecco che per questa ragione, al secondo livello, troviamo un elenco praticamente completo delle parole o espressioni che identificano l’imbruttito nelle conversazioni. Per ultimo i saluti: si sa che l’imbruttito non chiuderà mai una telefonata con un arrivederci o un semplice ciao, ma con altre espressione che però lascio da scoprire. Gli altri giochi sono la pista cifrata, il labirinto, i rebus, le domande a risposta multipla e dei mandala da colorare, rigorosamente a tema…

Se vi state chiedendo cosa cavolo ho scritto, evidentemente non siete di Milano, non ci avete studiato o lavorato e presumibilmente vivete o avete vissuto su Marte e dintorni, almeno negli ultimi dieci anni. Correva infatti il 2013 quando nasceva su Facebook la pagina satirica chiamata appunto “Il milanese imbruttito”. Lo scopo è chiaramente quello di prendere bonariamente in giro gli stereotipi su Milano e i milanesi, perché diciamolo, i luoghi comuni non nascono quasi mai per caso e giocarci su è un ottimo modo per distruggerli o almeno ridimensionarli. Anno dopo anno la pagina – ideata da Tommaso Pozza, Federico Marisio e Marco de Crescenzio – prende infine vita nella figura di Germano Lanzoni, un attore teatrale che oggi tutti conoscono. Piccola curiosità, tutti quattro vengono dalla provincia. “Milan la stà mai coi man in man”, ed è vero di fondo, la città da sempre è associata al lavoro al divertimento alla cultura, è una città estremamente viva dove le opportunità non mancano. Per contro va sottolineato che - come per tutte le cose - quando l’immagine prende il sopravvento sulla sostanza gli equilibri vanno a farsi benedire; purtroppo alla città è accaduto negli anni esattamente questo, suppongo come in tutte le grandi città. Oggi l’immagine di Milano e dei milanesi – pochi, pochissimi in proporzione al totale degli abitanti - è esattamente quella che “Il Milanese imbruttito” descrive e prende in giro. Attento all’immagine che deve prevalere sulla realtà, impegnato h24, sempre pronto a cogliere il business, ovunque e comunque, con almeno tre smartphone o tablet per non perdere neanche un momento, neanche sulle piste da sci di Curma (Courmayer per il resto del mondo) e un mucchio di parole straniere inserite nelle conversazioni. L’imbruttito non chiama, fa una call, non è in riunione ma sta facendo un meeting, per lui quello che è fuori dalla circonvalla è praticamente estero, giusto per fare qualche esempio. Volete diventare dei milanesi imbruttiti anche se siete dei giargiana (giargiana è chiunque viva fuori dalla circonvallazione)? Allora dovete per forza completare tutti i giochi presenti, tanto alla fine ci sono le soluzioni.