Gao Xiaocong indossa il suo consueto sorriso di circostanza per consegnare l’ultimo Menù Barbecue Piccante formato famiglia, chiudere la cassa, infilare la giacca a vento e uscire dal ristorante. Sono le 00:25, la metropolitana è già chiusa: non gli resta che prendere il 981 e tornare a casa in autobus. Dentro di sé porta ancora vive le sensazioni di umiliazione e rabbia provocate dalla cliente che lo ha accusato di essersi soffiato il naso sul pollo fritto. Le immagini della videosorveglianza lo hanno scagionato, ma Gao lo sa: non è che l’ultimo episodio di una lunga serie, ed è destinato a ripetersi. A casa, nonostante l’ora, sente di non aver sonno. Attraverso un server criptato accede a “WeJustice”, un sito del dark web che consente agli utenti di visualizzare in tempo reale i flussi delle telecamere di sorveglianza di tutto il mondo. L’obiettivo è esplicito: individuare atti di ingiustizia, identificare i responsabili e organizzare spedizioni punitive nei loro confronti… Tutto è iniziato quando Xiao Ai, la sua ragazza, ha trovato un micio randagio e lo ha chiamato Zhang Xiaomi. Lui non ha mai amato i gatti, anzi, li ha sempre trovati irritanti, soprattutto da quando le loro immagini hanno invaso la rete. In casa, ormai, ogni oggetto rimanda a un’iconografia felina. Quando Xiao gli regala una cravatta con il faccione del gatto stampato sulla punta, perde il controllo. Dopo aver aggredito un commesso del mini-market, colpevole di averlo salutato con un sonoro “Miao!”, viene arrestato. Persino le manette, avvolte da velluto rosa, hanno orecchie feline. Prima di portarlo via, il poliziotto ipotizza un caso di O.F., sindrome da odio felino: un disturbo pericoloso, da trattare in un reparto specializzato in trattamenti per la salute mentale… Doc, che l’ha salvata da un esaurimento offrendole un impiego, la chiama Specchio. Il suo lavoro è quello di addestratrice. Ha iniziato associando testi alle emozioni suscitate: per anni ha letto di tutto – saggi, romanzi, blog, foglietti illustrativi dei farmaci – analizzando e catalogando i sentimenti provati, inserendo i dati nei database. In parallelo, ha esaminato i testi prodotti dalle IA, osservando miglioramenti sempre più evidenti, dalle prime prove grossolane a elaborazioni ormai difficili da distinguere da quelle umane, ma anche scoprendo errori macroscopici. Doc ha chiesto al team di cui Specchio fa parte di raccogliere quei testi difettosi in un archivio separato, per addestrare una nuova intelligenza artificiale chiamata “Come il Mondo”… Il costo degli organi personalizzati ha raggiunto cifre proibitive; per questo il riciclaggio degli androidi è diventato la soluzione più economica per ottenere organi impiantabili negli esseri umani, dopo una semplice messa a punto. Le aziende specializzate hanno iniziato a produrre androidi sempre più simili all’uomo: il modello GS-1 è stato progettato appositamente per fornire organi compatibili. C’è però un problema: durante le procedure di espianto l’androide resta cosciente. Dotato di un sofisticato sistema di simulazione emotiva, il GS-1 è in grado di provare dolore, angoscia, persino odio nel corso dello smembramento… È l’ingegnere Zhang a sollevare la questione durante un viaggio in fuoristrada, mentre fuori infuria una tempesta di neve: pare che tra i robot di vecchia generazione si stia diffondendo il Buddhismo Chan… 1905. Liang Qi vive in uno stato di stress costante. Lavora a Shanghai come redattore e giornalista per “Il Nuovo nuovo”, un quotidiano semi-sconosciuto, dalle tirature modeste e di rado presente nelle edicole. Deve pubblicare due notizie di cronaca locale e due di cronaca nazionale, e aiutare occasionalmente il traduttore a rielaborare articoli sulla Cina apparsi in inglese sul “North China Daily News”. Il suo amico Tan Si forse ha trovato una soluzione per permettergli di lavorare da casa: un automa a vapore…

“Migliaia e migliaia di robot occupavano la scena. Indomiti davanti ai blocchi di neve e ghiaccio, sfidavano il buio e le raffiche di vento in un mondo dove gli animali erano ormai estinti. Erano i fedeli più devoti, risvegliati da intimi desideri, negli occhi lo sguardo dell’abbandono, senza alcun velo, vuoto, malinconico, dissoluto e bramoso”. Chen Qiufan, pluripremiato autore cinese di fantascienza, cura questa antologia di racconti di science fiction firmati da lui e da altri nove autrici e autori provenienti dal Paese del Dragone, ormai da tempo fucina di talenti che iniziano a farsi conoscere anche in Occidente, complice anche la serie Netflix tratta dalla trilogia di Liu Cixin Il problema dei tre corpi. È lo stesso Qiufan ad aprire il volume con La milizia degli osservatori, un’arguta riflessione sui meccanismi che portano a sfogare online frustrazioni e rabbia represse, e sulla facilità con cui, in certe dinamiche, si passa da cacciatori a prede. An Hao, che affianca alla scrittura l’attività di ingegnere genetico, in L’inverno di un satellite incompiuto esprime inquietudini sulla possibilità di distinguere uomo e macchina, immaginando un futuro in cui informazioni ed esperienze custodite nel cervello umano possano essere usate per creare androidi senzienti, in una novella che avrebbe forse meritato il respiro più ampio del romanzo. Interessante notare come la difficoltà di gestione della rabbia e la repressione delle emozioni ricorrano in più racconti: in Perché non mi piacciono i gatti, dove Su Min, scrittrice e sceneggiatrice, parte dall’invasione felina dei social media per una declinazione originale – e volutamente eccessiva – del concetto di resilienza (destinata a non piacere agli amanti dei gatti); e in Polvere sul vetro, in cui Wanxiang Fengnian indaga il confine tra umano e androide, intelligenza e consapevolezza, attraverso il prisma della sofferenza. Chi Hui, a lungo caporedattore di “Science Fiction World”, la principale rivista cinese di settore attiva dal 1979, in Come il Mondo dipinge un futuro inquietante, immaginando l’uso militare degli errori percettivi delle IA. In Amore in base al calcolo ridondante, Gu Shi – urban planner e ricercatrice, con racconti tradotti in numerose lingue – rende omaggio a Isaac Asimov e alle sue Tre leggi della robotica (non a caso l’androide protagonista si chiama A Shi) in una novella che fonde sci-fi e romance e che avrebbe forse tratto beneficio da un deciso snellimento. Han Song, scrittore e giornalista, in Buddhità – tra i migliori testi della raccolta, pur con un finale affrettato – riprende i robot dai cervelli positronici asimoviani per introdurre una riflessione sulla spiritualità che assume, a tratti, l’andamento di una storia zen, richiamando, quanto meno per assonanza, Buddhagram (开光) dello stesso Chen Qiufan, pubblicato su “Offline Magazine” nel 2015 e incluso nella raccolta Nebula (Future Fiction 2018). In A caccia di fantasmi, Wang Yuan si confronta con visori di realtà virtuale e giocatori dipendenti da esperienze immersive, senza rinunciare a un umorismo che conferisce alla storia un gusto piacevolmente sapido. Liang Qingsan, più volte vincitore del Chinese Science Fiction Nebula Award, con La redazione del quotidiano Nuovo nuovo – L’automa dona al volume un tocco steampunk, trasportando il lettore in una Shanghai fantastica di inizio Novecento, dove un automa sembra funzionare grazie a una forma embrionale di IA; anche qui, un finale un po’ frettoloso smorza parzialmente l’efficacia dell’insieme. Chiude la raccolta Mu Ming, scrittrice e programmatrice informatica, che in Da scimmie a dèi, tra citazioni di Calvino, Borges e del discorso per il Nobel di Olga Tokarczuk, offre un mini-saggio in forma narrativa: una lucida riflessione sull’equilibrio evolutivo tra mente umana, linguaggio, letteratura e tecnologia nell’epoca delle IA generative. In conclusione, non si può che concordare con quanto affermato dallo stesso Chen Qiufan in una intervista rilasciata tempo fa a Mangialibri (la potete leggere qui https://www.mangialibri.com/interviste/intervista-chen-qiufan), rilevava: “Esiste una via cinese alla science-fiction, anzi, ne esistono molte. Alcuni di noi stanno ancora sperimentando, dato che abbiamo acquisito questo genere letterario dall’occidente, solo cento anni fa. Talvolta ancora imitiamo piuttosto che creare qualcosa di originale, ma va bene anche questo per accrescere la fiducia in sé stessi”.