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Il tempo di un lento

Il tempo di un lento

Mentre la bottiglia gira al centro di un immaginario cerchio fatto da ragazzini e ragazzine seduti a terra con il cuore in tumulto, Luca racconta di essere un grande baciatore e di conoscere ogni singolo segreto legato a quel gesto. Ma non è vero, le sue labbra non sono mai entrate in contatto con altre bocche - se non quelle stampate sulle riviste degli adulti - e ora teme davvero il peggio. Sembra che la bottiglia non abbia intenzione di fermarsi e il ragazzo teme che le sue bugie finiscano per venire smascherate in un attimo. Ma la fortuna è dalla sua: la bottiglia si ferma, finalmente, indicando con il tappo Maria Giulia e con il fondo un Big Jim di plastica, abbandonato a terra chissà da chi. Luca, e la sua fama da esperto baciatore, sono salvi, almeno fino al prossimo giro di bottiglia. E Luca la conosce bene l’importanza di quel gesto nel quale le labbra si uniscono; sa perfettamente che, dopo, nulla sarà più uguale e che, dal primo bacio in poi, le femmine non saranno più stupide o inutili, ma diverranno il centro dell’universo per i maschi. Quando infine la bottiglia lo addita come prescelto, insieme a Maria Giulia, c’è un nuovo pegno da pagare: i due devono restare per almeno dieci minuti in una stanza buia, da soli, mentre gli amici fuori, con le loro grida, cercano di rischiarare leggermente l’ambiente. Luca trema, suda, balbetta parole incomprensibili. Maria Giulia no. Lei è immobile e i suoi occhi neri sono incandescenti e illuminano gli angoli della sua bocca, quella bocca verso la quale conduce la mano di Luca, sempre più tremante, confuso e impacciato. Poi, prima che lui abbia il tempo di realizzare alcunché, lei preme le sue labbra morbide su quella del ragazzo. È tutto completamente diverso da come l’aveva immaginato. È il principio di ogni cosa. È come rinascere. È davvero l’inizio di una vita nuova...

Tutto ha inizio da un bacio, deciso dal destino nel gioco della bottiglia. È da quel momento che la vita di Luca - tredici anni e tanta voglia di capire quale misteriosa magia si nasconda dietro l’atto in cui le labbra di due ragazzi si cercano, si trovano e si scoprono - cambia per sempre e i gesti, la scuola, il piccolo paese del Sud nel quale tutto si ripete ogni giorno uguale a se stesso, i giochi coi compagni e l’amore della famiglia finiscono per diventare maglie un po’ troppo fitte e si fa strada il sogno di esplorare nuovi mondi. Meglio se insieme al primo amore, quello che fa battere il cuore e travolge ogni senso. Giuliano Sangiorgi - frontman del gruppo Negramaro, una delle band più seguite della scena musicale italiana, alla sua seconda prova come narratore - accompagna il lettore in un lungo viaggio che comincia negli anni Ottanta dello scorso secolo, anni in cui le audiocassette suonano nei walkman e il Festivalbar è uno degli appuntamenti più attesi del periodo estivo. Luca e Maria Giulia, insieme, vogliono essere forti, potenti e senza compromessi, come l’amore; vogliono lasciarsi condurre da quella poesia che si portano dentro. Ma i loro sogni si scontrano con la vita vera, imprevedibile e sfuggente, che li pone di fronte a situazioni inattese e tragiche, tali da deviare per sempre il corso degli eventi e condurli molto lontano. E poi c’è un padre - figura meravigliosa all’interno del romanzo, uomo solo ma mai sconfitto dal destino, permeato da una dignità e da una determinazione che lo fanno risplendere di luce propria - che non dimentica e continua a nutrirsi del ricordo di un paio d’occhi che, anche se lontani, gli raccontano di un talento coltivato con sacrificio e tenacia fino ad essere riconosciuto e apprezzato, di quella sconfinata passione per la musica che, sempre, mantiene accesa anche la più debole fiammella dell’amore. Con una scrittura che arriva direttamente dall’anima e parla al cuore - e non è affatto scontato che ci scriva canzoni che sono poesia sappia poi mantenere lo stesso livello anche quando si esprime attraverso le pagine di un libro -, Sangiorgi racconta l’immenso potere della musica e la speranza che continua ad alimentarsi anche quando si nasconde dietro eventi drammatici; descrive la forza dell’amore e dei sogni; parla del valore del perdono e, soprattutto, celebra il legame intenso, profondo e spesso indissolubile, tra padri e figli.