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Il tempo di vivere con te

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La notte tra il 14 e il 15 dicembre 1976 Walter Alasia dorme a casa sua a Sesto San Giovanni mentre Giuseppe Culicchia dorme a Grosso Canavese. Sogna Valeria, la sua compagna di classe, e si affaccia alle soglie dell’adolescenza. Sogna il basket e di giocarlo con suo cugino Walter. Lui è bravo, allena una squadra femminile a Sesto, è il fratello maggiore che avrebbe voluto. D’estate le famiglie si riuniscono a Nole a casa dei nonni per le ferie e non c’è mai un attimo di silenzio. Sono di origine siciliana, numerosi e molto legati. Gli adulti, tra cibo e sigarette, discutono animatamente di politica, fabbrica e sindacati. Guido, il padre di Walter, ha sempre la macchina fotografica al collo, spetta a lui il compito di immortalare i momenti insieme. Giuseppe è un bambino e vuole giocare, correre, andare in bicicletta con Walter. Lui è di nove anni più grande, ma è sempre pronto ad accontentarlo. Disegna i fumetti per questo piccolo cugino, cantano, si abbracciano e con tutta la pazienza del mondo Walter è sempre disponibile per lui. “Questo è il tempo di vivere con te” canta Battisti, ma per Giuseppe il tempo con Walter è stato troppo breve. Quel 15 dicembre, tornando da scuola e pregustando già le prossime vacanze di Natale, Giuseppe entra a casa e vede alla televisione proprio Walter, in una brutta fototessera. I genitori e sua sorella sono sconvolti, in quel momento per Giuseppe l’infanzia finisce…

Chi è Walter Alasia? C’è chi lo ricorda, chi ne ha sentito parlare, chi ha letto qualcosa e chi non sa chi è. Il tempo di vivere con te di Giuseppe Culicchia è un memoir che ripercorre i ricordi d’infanzia vissuti con suo cugino Walter. È un libro che, a detta dell’autore, aspettava da tempo di essere portato alla luce. Gli anni di piombo sono un periodo complesso della storia italiana contemporanea, anni violenti, caratterizzati da stragi e omicidi ad opera di terroristi rossi e neri, anni con cui è difficile fare i conti. Walter Alasia fa parte di questi anni. Comincia, all’oscuro di tutta la sua famiglia, la sua militanza in Lotta Continua, per poi entrare nelle Brigate Rosse. Ada, la madre di Walter e zia di Giuseppe, è l’unica a saperlo. Con lei Walter si è confidato, l’ha resa partecipe delle sue intenzioni e le ha presentato Renato Curcio. Una madre che sa, che è morta di crepacuore, che avrebbe potuto dire, denunciare per salvare suo figlio. Ma non sta al lettore giudicare, forse solo immaginare il vortice di pensieri che in quella donna corrono. Quella notte tra il 14 e il 15 dicembre 1976 la polizia entra in casa Alasia. Walter apre il fuoco. Muoiono il maresciallo dell’antiterrorismo Sergio Bazzega e il vicequestore Giovanni Vittorio Padovani. Poco dopo, Walter viene freddato sul selciato di casa. Con questa storia, Giuseppe Culicchia scava nelle profondità della memoria personale e famigliare per riportare a galla un Walter umano, sensibile, attento, affettuoso, premuroso, con un pensiero politico strutturato, con degli ideali politici per cui era pronto a sacrificarsi e capace di una grande empatia verso chi soffre a causa dell’oppressione di Stato. Il tempo di vivere con te è un libro che non vuole giustificare la violenza della notte del 15 dicembre 1976, che ha distrutto tre famiglie e che ha fatto orfani e vedove. È un libro che cerca di comprendere la complessità che sta alla base di quelle dinamiche violente che hanno portato al dramma della famiglia Alasia, come di tantissime altre famiglie italiane. La figura di Oscar, il fratello di Walter, rimane nell’ombra, anche lui ignaro, pur dormendo nella stessa stanza, su chi fosse in realtà Walter. Lavorava in banca e la sua carriera si stoppa immediatamente e quando i brigatisti chiamano la colonna milanese proprio “Walter Alasia” per lui il dolore e l’emarginazione si fanno più forti. Un racconto difficile, questo di Culicchia, non solo perché doloroso, ma perché giocato sull’intreccio della Storia con la storia dei singoli, ma anche dei molti modi in cui l’una e l’altra possono essere raccontate. Walter Alasia è personaggio pubblico e privato. Lo stesso uomo che spara e si dà alla clandestinità per portare fino in fondo le sue convinzioni è anche quello con cui l’autore gioca, che lo sostiene, lo aiuta e lo diverte, che lo ama. L’uso delle fotografie, che richiamano un contesto violento o familiare, aiuta a farsi un’idea di quel periodo. All’epoca la politica era molto presente nella vita di ciascuno, anche per la famiglia Alasia. Sesto San Giovanni, città satellite di Milano, era piena di fabbriche e operai in quartieri dormitorio. Walter prova sulla propria pelle e su quella dei suoi genitori che cosa siano le differenze di classe, tra sfruttati e sfruttatori. Il tempo non cura le ferite, dice Culicchia, ma ti allontana soltanto da quei momenti, si continuano ad amare le persone che sono scomparse e non ci si abitua alla loro morte. Certo il libro ci ricorda che ogni azione ha delle conseguenze e di fronte a ciò che ci accade intorno, non c’è via di fuga dalla propria responsabilità individuale. Deve quindi far riflette la vicenda di Walter Alasia che, per quanto ormai così distante, richiama il concetto stesso di responsabilità che ognuno di noi dovrebbe avere nei confronti della società. Leggere gli anni di piombo da un punto di vista umano e con gli occhi di un bambino è davvero la novità di questo libro.