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Il testimone chiave

Il testimone chiave

Anna Melissari è alle prese con un nuovo caso. Luigi Barani, un industriale conosciuto in città per la sua abilità negli affari e per la generosità con cui ha gestito i rapporti con i suoi operai, si è suicidato. Uno dei due figli della vittima, Andrea, contatta l’agenzia investigativa Cantoni in cui lavora Anna perché sospetta che il padre sia stato manipolato da Oxana, la sua collaboratrice domestica ucraina, alla quale è stato destinato un lascito di trentaduemila e ottocento euro. Anna allora, sfruttando la sua dote che le consente di parlare con piante e animali, intercetta subito il testimone chiave della vicenda: Carl, il carlino erotomane di Luigi Barani, il quale le racconta che il suo padrone, la sera in cui si è suicidato, ha avuto una conversazione con una persona. Il cagnetto però si rivela per quello che è: un botolo ricattatore. Dichiara infatti che farà il nome del soggetto solo se avrà in cambio due giorni d’amore con un alano femmina. Carl il carlino sente però che il suo nuovo proprietario ha intenzione di farlo castrare, quindi scappa di casa. La nostra investigatrice dovrà quindi concentrarsi su altre piste: pipistrelli cannati, una vecchia civetta scorbutica, un cane poeta. Grazie a loro riuscirà a dare un valido contributo per la risoluzione del caso. E Carl?

Basterà leggere il libro di Sarah Savioli per sapere quale sorte è toccata al cagnetto estorsore. Il talento, l’empatia, la saggezza di questa incantevole protagonista ancora una volta regalano una storia che è una polifonia di voci ed emozioni. Anna Melissari, per via di un circoscritto ematoma cerebrale, non ha solo il dono di parlare con piante e animali ma il suo umorismo fresco induce alla riflessione e parla soprattutto alla coscienza dei lettori. L’autrice infatti, dietro l’antropomorfismo animale, cela maschere della commedia umana e ci racconta la società moderna con uno stile leggero e ironico ma in grado di scavare nell'animo umano e di farlo riflettere su tematiche importanti. Sarah Savioli con il secondo romanzo torna a intrattenerci con la sua scrittura raffinata e inconfondibile al pari, per restare in tema, di un’impronta digitale. Un romanzo giallo in senso classico, giallo fino al midollo, nell’ambientazione, in tutto perfino nella copertina, ma sfogliandone le pagine ne vengono fuori altre infinite gradazioni. Sono le mille sfumature che possiedono le grandi storie.