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Il tocco del male

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Marzo 2014. È un paesaggio ancora molto innevato quello della Finlandia, sebbene sia quasi giunta la primavera. Annika Lehto, agente dell’Interpol, è ritornata ad Helsinki per un lungo periodo dopo che, mesi prima, ha subito un grave evento traumatizzante mentre indagava su Daniel Kuisma, ora in attesa di processo presso un carcere finlandese. Una brutta storia che ha vissuto in Croazia mentre era sulle tracce degli Angeli di Hammurabi, un gruppo di spietati cacciatori di criminali di guerra balcanici, di cui Daniel era il leader. Annika, sebbene abbia ancora paura e senta un forte legame nei confronti di Daniel tanto da andarlo a trovare in prigione, ha però finalmente interrotto le sedute con la psicoterapeuta Tuula Koivumäki e si appresta a tornare alla sede di Lione dell’Interpol, dove i suoi colleghi e i responsabili la aspettano a braccia aperte. Qualcosa succede, però, in quell’inverno che non sembra finire mai e Annika è ben felice di riprendere il lavoro investigativo con un caso che sembra tutt’altro che facile: l’ex diplomatico presso l’ambasciata di Finlandia a Zagabria, Jare Westerlund, divenuto poi protagonista di una estesa attività di riciclaggio sembra non essere veramente morto. Il suo braccio destro è stato trovato assassinato e tutte le tracce sembravano far desumere il medesimo destino anche per lui, ma era solo l’abile staging di un astuto criminale: un noto falsario soprannominato Lion King ha finalmente ammesso alla polizia di Zagabria di avergli fabbricato un passaporto falso svedese per lasciarlo scappare indisturbato dopo il pagamento di una lauta somma. Ora Jare Westerlund è Carl-Erik Sundman e Annika Lehto deve riuscire a ritrovarlo perché non è solo un fuorilegge dalla lucidissima intelligenza ma anche un brutale assassino che potrebbe lasciarsi dietro una terribile scia di morte e distruzione. Il peggio potrebbe arrivare da un momento all’altro, ma Annika Lehto sa che solo Daniel Kuisma potrebbe essere la pedina vincente per aiutarla in questo gioco contro il tempo…

Il primo romanzo tradotto in italiano di Max Seeck è un thriller mozzafiato ambientato in molti Paesi del mondo (si spazia dalla Finlandia alla Svezia fino ad arrivare al Nord America), narrato con impostazione corale, con ogni capitolo dedicato al punto di vista di un personaggio diverso. Ovviamente i personaggi principali sono Annika Lehto e Daniel Kuisma, la cui storia – c’è da giurarlo – avrà sicuramente ulteriori sviluppi nei prossimi romanzi dell’autore. Troppi, infatti, a fine lettura, sono i punti rimasti in sospeso: il caso di Jare Westerlund, certo, termina con un epilogo che non dà adito a diverse interpretazioni ma tutti i vari personaggi che ruotano attorno alla storia lasciano davvero molti dubbi e tantissime domande. L’atmosfera, però, ripaga totalmente il lettore: i paesaggi innevati, le tiepide case dove è sempre difficile scaldarsi, il vento gelido che scuote i protagonisti facendoli rabbrividire interpretano davvero magistralmente come sia vivere in Nord Europa ed essenzialmente ci fanno immedesimare tanto che durante la lettura possiamo riuscire a sentire il freddo scavarci dentro. Un freddo che non è solo atmosferico ma si fa anche psicologico man mano che Annika e Daniel si addentrano nella mente del terribile psicopatico Westerlund: lo studio e l’analisi del disturbo antisociale di personalità è ben ricostruito, attento ai dettagli e, ovviamente, terribilmente pauroso. Il tocco del male potrebbe essere solo uno dei tanti thriller scandinavi che si trovano sugli scaffali delle librerie con lo strillo in copertina “Un grande thriller” ma riservano poi brutte delusioni; invece, pur non trattandosi di un capolavoro di stile o di impianto narrativo, si difende benissimo con i suoi numerosi colpi di scena, l’approfondita introspezione dei due protagonisti (a cui è facile affezionarsi) e il sapiente utilizzo dei punti di vista dei vari personaggi che invoglia sempre di più a proseguire con la lettura.