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Il treno e il pioppo

iltrenoeilpioppo

“Il treno mostrava di essere contento, / ma nessuno sapeva se era vero. / Quello che conta non è quello che mostra. // Il pioppo mostrava di essere triste./ ma nessuno sapeva se era vero./ Quello che conta è quello che nasconde. // Il bambino giocava sotto il pioppo alto, e guardava il treno...”. Divisa in sei brevi sezioni (L’ultima sera dell’anno, Marocco, Mille anni, Una volta ho scritto una poesia, Alla luna, Senza fine), questa raccolta di liriche si muove e respira tra passato e presente, tra paesaggi esteriori e visioni intime, all’insegna del viaggio e del tempo, quel mistero che accende il ricordo di eventi lontani donando loro la stessa forza e la stessa vivacità del presente. Un esempio è la lirica Mille anni dopo: “…Mille anni dopo, / ho sentito un poeta dire le tue parole, / leggiadre e incantevoli. // Mille anni dopo, / ho sentito un musicante cantare il tuo canto, / ho sentito una ragazza respirare il tuo respiro. // Mille anni dopo, / gli stessi palpiti nel petto, / gli stessi baci, le stesse parole ...”. Esemplare è anche la breve poesia Il treno: “Il treno passa nella notte, / insieme alle nostre anime. / La luna illumina il treno. / Una stella illumina le nostre anime”, nella quale vediamo scorrere i vagoni nella notte allo stesso ritmo dei pensieri nella mente, tutti illuminati da una luna e da una stella, classiche luci sovrane della poesia di ogni tempo…

Giuseppe Bertòn, nato a Zurigo, vive ora, esercitando la professione di medico cardiologo e ricercatore, in Veneto. I treni e i pioppi, come egli stesso afferma e ricorda, sono stati un elemento importante nel suo vissuto infantile, quando i genitori lo conducevano ad assistere agli arrivi e alle partenze dei convogli nella grande stazione di Zurigo. La meraviglia del bambino di quei giorni lontani si intravede ancora nei versi delle poesie, a proposito delle quali leggiamo nella nota biografica che “scrivere poesia è vicino al modo della pittura, stesso modo di mettere giù nella carta/tela i movimenti dell’anima e le emozioni ed i colori. Non serve un dizionario per comprendere i versi. Basta il cuore per comprendere la lingua del poeta”. Poesia dichiaratamente di sentimenti e di affetti dunque quella di Bertòn, ma anche di musica e ritmo, se pur non aliena da riferimenti e suggestioni profondamente letterarie (Leopardi, soprattutto). Le trenta poesie della raccolta sono state tutte tradotte in inglese da Luisa Randon, docente di lingua e letteratura inglese e le si può leggere nella seconda parte del libro.