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Il trono di Cesare - Il fuoco e la spada

Il trono di Cesare - Il fuoco e la spada

Roma, Tempio di Giove Ottimo Massimo. 238 d.C., otto giorni prima delle Idi di aprile. Gli eunuchi danzano nel foro, è il terzo giorno di festa per la Magna Mater. I tribunali sono chiusi e anche il Senato non avrebbe dovuto riunirsi ma è una situazione d’emergenza e la Res Publica ha la precedenza su qualunque divinità. Il prefetto Pupieno si sta dirigendo con il suo seguito verso il Senato. Giunto all’interno, percorre la sala, si ferma davanti alla statua e all’altare di Giove, offre una libagione di vino e getta un pizzico di incenso nel fuoco. Espletati gli atti di devozione, Pupieno prende posto sulla panca davanti all’odiato senatore Decimo Celio Calvino Balbino. L’aria è pesante e satura d’incenso. Qualche istante dopo nell’aula prende la parola Publio Licino Valeriano e afferma: “Dobbiamo nominare un nuovo imperatore. Io raccomando il prefetto della città, Marco Clodio Pupieno”. Le grida risuonano fino al soffitto e l’unico senatore che non acclama il nome di Pupieno è ovviamente Balbino. Dopo l’applauso e le grida di gioia, ora regna il silenzio, tutti gli occhi sono puntati su Pupieno che dice: “Padri coscritti, dovete rivestire due uomini della porpora [...] Balbino e Pupieno Augusti, ciò che vi ha dato il Senato, accoglietelo con gioia”. Poco dopo la proclamazione dei due senatori, nelle strade di Roma esplode la rivolta e la plebe anziché gridare i nomi dei due imperatori, invoca il nome dei defunti Gordiani...

Il trono di Cesare. Il prezzo del potere è il terzo di 5 episodi della saga scritta dallo storico e scrittore britannico Harry Sidebottom, che ricostruisce con grande accuratezza il turbolento periodo denominato “anarchia militare o crisi del III secolo”: in questo episodio l’autore si sofferma in particolar modo sugli avvenimenti accaduti nell’anno 238 d.C., dopo la morte di Gordiano il vecchio e Gordiano il giovane (il primo ha scelto di suicidarsi mentre il secondo è stato sconfitto in battaglia). Il Senato continua a non riconoscere Massimino il Trace come imperatore e proclama due senatori, Pupieno e Balbino, ma una parte della popolazione insorge dopo questa elezione e a Roma esplode il caos. Il Senato è quindi costretto a proclamare imperatore un giovanissimo Gordiano III, nipote di Gordiano I. Sidebottom in questo romanzo, grazie alla sua grande abilità di narratore e storico, accompagna il lettore all’interno di una spirale di eventi drammatici e avvincenti. Tra gli avvenimenti che lo scrittore racconta, uno dei più significativi è l’assedio di Aquileia da parte dell’esercito di Massimino. La città, anziché soccombere davanti all’imponente esercito, riuscirà a resistere all'accerchiamento e dare inizio al declino del suo potere. Una saga molto coinvolgente, ricca di azione, intrighi, tradimenti e battaglie sanguinose; un’opera di fantasia ma ispirata a eventi e personaggi realmente esistiti.