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Il vampiro Marius

Il vampiro Marius

Thorne è il suo nome, Thornevald nell’antico linguaggio runico. Giace nella caverna in mezzo al ghiaccio secoli dopo essere diventato un bevitore di sangue. Si nutre del sangue dei cacciatori delle nevi senza mai arrivare a ucciderli e se gli occorrono prende le loro pellicce e i loro stivali. Quando dorme è in grado di sognare e grazie alle sue doti medianiche avverte le voci degli altri bevitori di sangue e osserva il mondo attraverso i loro occhi. Gli oggetti moderni lo divertono. È così che è venuto a sapere dell’esistenza di Lestat e del risveglio della regina malvagia e ambiziosa che uccide i bevitori di sangue sparsi nel mondo. È giunta persino vicino a lui, ma non lo ha percepito. È colei che ha dentro di sé il Sacro Nucleo, senza il quale tutta la loro stirpe cesserebbe di esistere. Gli anziani cercano di far ragionare la regina e anche Lestat – che lei ama – vuole che cessino i massacri e desidera distoglierla dalla sua furia. Thorne vede anche la strega dai capelli rossi che gli ha donato il sangue e l’immortalità: la sua Creatrice. La credeva morta in Estremo Oriente e rabbia e tenerezza lo assalgono. Compare un’altra donna nella sua visione, è identica alla sua Creatrice e capisce che è la gemella perduta che torna per affrontare la regina che le ha separate millenni prima. Lo scontro è terribile, sono tutti impotenti e la gemella sconosciuta ha la meglio e trasferisce dentro sé il Sacro Nucleo. Ora lei è La Regina dei Dannati e le sorelle sono riunite, mentre Lestat diventa il cronista della battaglia e la diffonde nel mondo. Thorne desidera dormire senza partecipare agli eventi, ma le sue visioni lo portano a osservare quello che combina Lestat e le punizioni a cui la Creatrice lo sottopone, pur amandolo. Non capisce perché lei lo tenga vivo nonostante le sue azioni e come riesca ad assoggettarlo in catene. Trascorso molto tempo, Lestat ormai rafforzato e placato viene liberato e la Creatrice svanisce, diventa impossibile percepirla. Thorne cerca di risposare, ma notte dopo notte il rumore del mondo non lo abbandona e decide di lasciare la grotta tra i ghiacci. È metà inverno e inizia a viaggiare verso sud, si alza in volo alla ricerca di un suo simile con cui scambiare parole vere pronunciate ad alta voce, stanco di sentire solo pensieri casuali e in una città conosciuta secoli prima di cui non ricorda il nome, sente il grido di un bevitore di sangue più vecchio di lui…

“Vampire Connection” è questo il nome del dedalo di rifugi costituto da taverne, bar e club di bevitori di sangue, dove incontrare i propri simili. È qui che Thorne, un guerriero vichingo, conosce il bellissimo Marius, un senatore dell’Antica Roma. Sfinito dall’isolamento, per Thorne il mondo moderno è caotico e troppo ricco di stimoli, la gente non crede ai bevitori immortali e questi vivono in mezzo a loro camuffandosi. Sono tante le cose che deve conoscere e Marius de Romanus lo aiuta guidandolo nella caccia, ospitandolo nella sua dimora e raccontandogli la propria storia. Nell’ottavo capitolo della saga dei vampiri più famosa del mondo (pubblicato nel 2001 con il titolo Blood and Gold), Anne Rice dà la parola all’affascinante Marius, vampiro colto ed elegante nato alla fine del I secolo a. C., amante degli abiti rossi, dell’arte e dei libri, che è stato a un passo dal dare il proprio sangue persino al pittore Sandro Botticelli pur di averlo accanto (la cover originale dell’edizione statunitense raffigura un dettaglio del celebre dipinto Venere e Marte). Marius sopravvive uccidendo solo uomini malvagi e corrotti, ha il penoso compito di custodire e celare agli altri bevitori di sangue la coppia di Coloro-che-devono-essere-conservati, i Sacri Genitori: Akasha e Enkil. Attraverso i suoi ricordi, a partire da quando il druido Mael lo rapisce per sacrificarlo a un dio silvestre, Marius ripercorre le tappe della sua esistenza e gli eventi storici a cui ha assistito. L’ascesa e la caduta dei vari imperatori romani, l’avvento del Cristianesimo e la crisi tra Occidente e Oriente, l’invasione dei barbari e la caduta di Roma, lo sviluppo di Costantinopoli, la nascita della stampa grazie a Gutenberg e la fioritura dell’arte rinascimentale. Nei secoli Marius incontra altri bevitori con cui trascorre parte della sua vita e si scontra con coloro che sono legati al satanismo di cui non condivide gli intenti (nel volume compaiono personaggi già noti ai lettori tramite i libri precedenti: Pandora, Santino, Armand, di cui scopriamo in dettaglio la creazione). Marius incontra Raymond Gallant e viene a conoscenza dell’Ordine del Talamasca, gruppo di studiosi ricorrente nelle opere della Rice, ed è da lui che sente per la prima volta il termine “vampiro” (fino al capitolo 24 Marius si identifica come un bevitore di sangue, dopo l’incontro con Raymond definirà sé e gli altri come vampiri). Il personaggio di Marius, che è uno dei più intriganti e amati dai lettori della Rice, è apparso nel film La regina dei dannati (ispirato al terzo libro della saga pubblicato nel 1988), interpretato dall’attore svizzero Vincent Perez, che si discosta parecchio dall’estetica del vampiro, così come viene descritto nei romanzi.