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Il viaggio di Akai

Il viaggio di Akai
Vivere la vita senza odori. È il destino di Akai, un giovane di circa trent'anni che vive - o meglio sopravvive - spadroneggiando sui balordi di un quartiere periferico di Tokyo. A fare le veci del suo naso è Shiroj: amico, fratello, compagno inseparabile di giorno e di notte. Un giorno a rompere la quiete mattutina arriva una carovana di saltimbanchi. I gitani circensi si rifiutano però di pagare il consueto 'pizzo' che Akai richiede a chi vuole esibirsi o fare affari nella sua zona e il giovane li costringe a partire. Non prima però di aver ricevuto dalla zingara del gruppo la profezia di un radioso futuro, una vita lunga e piena di ricchezza a una sola condizione: che raggiunga al più presto la città di Mirai, al nord del paese. La donna regala poi ad Akai un fiore originario proprio di Mirai, il cui profumo riesce incredibilmente a raggiungere le narici del ragazzo convincendolo a partire. Con lui partono, oltre all'immancabile Shiori, anche i suoi scagnozzi Kuroi e Kiroi e la bellissima e seducente Aoi. Mentre il viaggio scorre non privo di avventure tra feste di matrimonio, sfide di sumo con demoni Kappa e teschi parlanti, piano piano Akai scopre che intorno alla sua persona si cela un mistero...
Dopo Matteo ed Enrico e Lupin III Millenium – Nella camera a gas, torna la coppia Massimiliano De Giovanni–Andrea Accardi, e lo fa con un fumetto a colori tutto dedicato alla mitologia giapponese. Tre sono i volumi previsti per questa miniserie “da strada”. Una lettura piacevole e scorrevole, divertente e ben ritmata, adombrata però da particolari che appesantiscono l'insieme; per esempio cambi di scena un po' forzati, linguaggio e dialoghi più da studenti universitari che non da bulli di periferia, sfondi talvolta piatti e una lieve discontinuità nel disegno dei personaggi: alcuni splendidi (dal demone kappa ad Aoi) e altri meno accurati (come Kiroi e Kuroi). Sbavature che da una coppia come quella De Giovanni-Accardi non ti aspetti, ma che non riescono fortunatamente a rovinare l'insieme dell'opera. Anche la non facile scelta dell'ambientazione giapponese non convince del tutto, sebbene poi - alla fine del volume - sedici pagine dedicate a raccontare ai profani usi e costumi giapponesi nonché le storie dei demoni nominati nel volume mostrino la competenza degli autori. Piacevole invece il formato, grande ma non troppo e leggero. All'uscita del primo volume del fumetto (a cui è dedicata una pagina su Facebook) è stato legato un concorso fotografico. Le immagini premiate sono visionabili sul sito www.degiovanniaccardi.com.