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Il viaggio di Halla

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Quando qualcuno si trasforma in orso, si sa, poi si comporta da orso e tata Matulli, in questo, non fa eccezione. Anche Halla viene educata alla maniera degli orsi, lottando con gli altri cuccioli, mangiando bacche e miele, imparando il pensiero e il linguaggio della sua nuova famiglia, l’unica che Halla abbia mai avuto. Perché tata Matulli si comporta con Halla come ci si potrebbe aspettare si comporti qualsiasi mamma orsa con i suoi cuccioli, preoccupandosi di farle avere moltissimo cibo a disposizione, una lunga lingua per lavarsi e un corpo caldo su cui accoccolarsi per dormire. Ma Halla un cucciolo d’orso non lo è, è un essere umano, una graziosa bimba dai capelli colore del grano e gli occhi colore degli zaffiri. L’inverno preoccupa molto Matulli. Cosa potrà fare quando Halla non vorrà andare in letargo? Affidare la bambina ai draghi sembra improvvisamente la cosa migliore da fare. Loro si accerteranno di farle ricevere pasti regolari, si prenderanno cura di pettinarle i capelli e di asciugarle le lacrime se piangerà. Il drago Ugi, dopo aver udito che la piccola Halla è stata abbandonata da un re e una regina, non esita a prendere con sé la povera piccola. D’altronde la categoria dei re o degli eroi è quella che i draghi disprezzano di più. Ma Halla, figlia degli orsi, non assomiglia ad Ugi o agli altri draghi, né tantomeno vi somiglierà mai, neppure da grande, perché Halla non è un drago. E questa è una scomoda realtà con cui dovrà fare i conti…

Oltre ad essere “figlia degli orsi”, “terrore degli eroi”, “che piange i draghi”, “dono di Dio”, Halla è innanzitutto se stessa e Naomi Mitchison con Il viaggio di Halla non solo ci regala una protagonista forte capace di tener fede alla propria identità nonostante le difficoltà, ma soprattutto offre il racconto di quella che è la profonda rivoluzione di una bambina pronta a mettere in discussione tutte le sue certezze e ad accettare il suo essere molto più umana di quel che ha sempre creduto. La vita della piccola Halla si srotola infatti all’interno di un mondo favoloso in cui ogni passo l’avvicina sempre di più a scoprire e riscoprire la sua interiorità. Rispetto ad una prima parte veramente coinvolgente ed entusiasmante, la seconda è molto più lenta e riflessiva ma ugualmente godibile, in modo particolare se vista all’interno dell’intero quadro del romanzo, poiché Il viaggio di Halla prima di essere un’opera dai forti connotati fantastici e intriganti è innanzitutto un romanzo di formazione tenero e coinvolgente che ridisegna i confini del fantasy, andando a creare una favola d’avventura dal gusto tolkieniano capace sia di interpretare la vita in modo simbolico sia di incantare il lettore con la sua atmosfera antica e surreale. Tra i primi ad arrivare in Italia dei cinquanta (!!!) libri dell’autrice, vissuta per più di cento anni tra 19897 e 1999, Il viaggio di Halla è il romanzo che ogni amante del fantasy avrebbe voluto leggere da bambino.