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Il viaggio di Shuna

Il viaggio di Shuna

Sul fondo di un’antica valle scavata da un ghiacciaio, un minuscolo regno dimenticato dal tempo. Nella terra inospitale scelta da questo popolo come dimora il vento che soffia dalle montagne rende ancora più irrespirabile l’aria già rarefatta e la luce del sole non riesce a raggiungere il fondovalle; i contadini si impegnano nel piantare i germogli di hiwabie ma la terra non restituisce che magri raccolti e gli yakkul (animali simili agli stambecchi) affamati non riescono a generare prole. Nonostante tutto gli abitanti sono grati degli scarsi frutti della terra e conducono la loro vita triste e misera continuando a lavorare fino a morire stremati dalla fame. Un giorno il principe di questo regno, Shuna, si imbatte in un viandante proveniente da un paese lontano, in fin di vita per la fame e la fatica; nonostante l’impegno della strega più potente del regno, salvargli la vita è ormai impossibile. Chiamato al capezzale del suo letto di morte Shuna ascolta il racconto della sua vita: si tratta del principe di un regno molto più oriente, anch’esso afflitto dalla carestia. In giovane età ha incontrato un viaggiatore solitario che gli ha donato i semi ormai morti di un cereale rigoglioso che prometteva di porre fine alla fame. Per alleviare le sofferenze del suo popolo, ha quindi deciso di intraprendere il viaggio verso occidente, fino ai confini della terra, in cerca di questi semi d’oro, ma la sua vita sta giungendo al termine prima di aver potuto adempiere alla sua missione. L’incontro con questo viandante instilla in Shuna l’ardente proposito di proseguire questa missione sicché in una notte di luna nuova, nonostante l’opinione contraria degli anziani, sella il suo yakkul e parte...

Siamo abituati a parlare di Hayao Miyazaki come l’esponente più famoso dell’animazione giapponese ma spesso ci dimentichiamo, perché in Italia sono arrivate poche sue opere, della sua prolifica sebbene discontinua attività di autore di manga negli anni ’80 e ’90. A Bao Publishing il merito di aver iniziato a colmare questo vuoto con la pubblicazione dell’inedito racconto fantasy autoconclusivo Il viaggio di Shuna, intitolato originariamente Shuna no tabi e pubblicato nel 1983 sulla rivista “Animage” di Tokuma Shoten. Il viaggio di Shuna è una storia illustrata liberamente ispirata ad un’antica fiaba tibetana che molto aveva colpito Miyazaki nei primi anni Settanta, quando ne aveva letto la traduzione giapponese Inu ni natta oji (Il principe diventato cane). Miyazaki avrebbe voluto adattare la fiaba in animazione ma fu spinto a ripiegare su una versione cartacea. Da qui la nascita di quest’opera, una sorta di lungometraggio su carta, in cui ritroviamo tutti i temi a lui cari (l’ecologia, la politica, un futuro-passato mitico e distopico allo stesso tempo) raccontati in 147 tavole splendidamente illustrate ad acquerello. Visivamente sono varie le affinità con altre opere del maestro giapponese: le atmosfere ed il design dei costumi ricordano Nausicaä della valle del vento mentre alcuni personaggi (il principe Shuna e lo yakkul che cavalca) rimandano a La Principessa Mononoke. Il volume ha caratteristiche che lo rendono un’eccezione nel mondo dei manga, almeno del tempo, una specie di ibrido fra manga e libro illustrato: tutte le pagine sono a colori e l’uso della parola scritta non avviene quasi mai nelle tradizionali nuvolette ma in didascalie. Sapiente l’alternanza delle parti di testo, semplici e concise, con illustrazioni di grande impatto e respiro; innegabile il fatto che la bellezza della lettura provenga soprattutto dai colori dei disegni e dalla loro qualità, capace di evocare con grande suggestione un mondo ed un tempo fantastici, a metà fra il futuro remoto ed un passato dimenticato. Queste caratteristiche rendono Il viaggio di Shuna una lettura imperdibile non solo per il lettore appassionato dalle opere del grande maestro ma anche per chi gli si approcci per la prima volta oltre che per il pubblico dei giovani lettori.