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Il visconte cibernetico

Il visconte cibernetico

Per comprendere il senso della vita - la “bellezza, sapienza e giustizia dell'esistenza” - sarebbe necessario essere a metà. Essere divisi, incompleti, vivere di contrasti e riuscire così a scansare la parte cattiva delle cose: soprattutto la “ottusa e ignorante interezza”. Tra le righe de Il visconte dimezzato si spiega l’essenza del Metodo Calvino che fa, letteralmente, letteratura spiegando filosoficamente il mondo. Mai come oggi gli esseri umani avvertono e devono affrontare le due metà, spesso asimmetriche, della realtà: naturale e artificiale, cultura umanistica e scientifica. Una guida per questo paradigma è sicuramente nelle Lezioni americane: “leggeri nella gravità, rapidi nella lentezza, inesatti nell’esattezza, unici nella molteplicità e forse incoerenti nella coerenza”. Ma queste tensioni erano risolte nel romanzo calviniano sul nobile diviso a metà da una palla di cannone nella battaglia contro i turchi? Una metà buona, l’altra cattiva: questo era Medardo, circondato da personaggi-archetipi a rappresentare, per esempio, l’uomo artefice o lo scienziato curioso. E se il collante dei due emisferi fosse la cibernetica? O quel che chiamiamo il digitale? Negli ultimi due anni, infatti, siamo stati invasi (e un po’ ce ne siamo innamorati) dai modelli di intelligenza artificiale generativa, ed è stato come aver risolto “il problema delle domande”, aver tolto spazio all’improbabile. Quale sarà la società plasmata dagli algoritmi? Come cambierà la mente, senza la linfa delle domande, del dubbio, dei territori inesplorati?

“Imparare delle poesie a memoria, molte poesie a memoria, da bambini, da giovani, anche da vecchi. Perché quelle fanno compagnia: uno se le ripete mentalmente. E poi lo sviluppo della memoria è molto importante. Anche fare dei calcoli a mano, delle divisioni, delle estrazioni di radici quadrata, delle cose molto complicate. Combattere l’astrattezza del linguaggio che ci viene imposto ormai con delle cose molto precise. E sapere che tutto quello che abbiamo ci può essere tolto, da un momento all'altro”. Tra queste virgolette, il frammento di un’intervista del 1981 in cui Calvino forniva consigli per prepararsi al fatidico Duemila. Quelle istruzioni sono diventate virali sui social: le ascoltiamo sorprendendoci dei toni pacati, pensosi. Quasi si riesce a intravedere il lavorìo della mente, la volontà di essere chiaro e utile. Così si può leggere questo saggio: cercando tra le esatte e ben collocate citazioni del grande autore il metodo, il processo per vivere, lavorare, studiare, cercare; per “orientarci nella modernità” - per dirla con Maria Chiara Carrozza nell’introduzione a questo volume. Con Il visconte cibernetico, Andrea Prencipe e Massimo Sideri proseguono la ricerca cominciata con L'innovatore rampante. Prencipe è rettore dell’Università Luiss, dove insegna Organizzazione e Innovazione; Sideri, giornalista del “Corriere della Sera”, da tempo esplora i cambiamenti legati al digitale e all'intelligenza artificiale.