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[Im]perfetti

[Im]perfetti

Nell’anno settantadue dalla fondazione del Sistema, la società è quasi arrivata a raggiungere quella perfezione genetica che da generazioni sta cercando di sviluppare, separando gli individui in due classi. I Perfetti ‒ nati in provetta e con un codice a barre tatuato sul collo che li contraddistingue ‒, sono geneticamente programmati per assumere un ruolo ben preciso nella società e si distinguono dagli Imperfetti ‒ nati da donna, fisicamente deboli e relegati ai lavori più umili. Da una parte c’è una casta di eletti, privi di errori genetici, presuntuosi e sicuri di sé, dall’altro ci sono gli oppressi, privati di quasi tutti i diritti e isolati in quartieri ghetto. Tutto il Sistema attende con trepidazione l’inizio del GTS20, il grande talent show che decreterà il migliore tra i Perfetti della ventesima generazione. Solo a quindici giovani prescelti sarà concesso di partecipare alla finale. Tra di essi, ci sono Adon P, Maat P e la giovane e bella Eira P, tre ragazzi molto diversi tra loro ma, sulla carta, destinati a diventare un Genetista, un Informatico e un Verificatore. La sontuosa organizzazione del Sistema, che li segue ovunque con telecamere e tecnologie avanzatissime, li ha selezionati per gareggiare in squadra e poi contendersi il titolo di vincitore unico. Ma i tre possiedono dei segreti in grado di sovvertire le regole del Sistema e ristabilire così una sorta di “caos armonico” nella vita degli individui, altrimenti destinati a vivere un’esistenza perfetta ma programmata fin nei minimi dettagli…

Il mondo del futuro, all’inizio di questo romanzo, appare distinto in due emisferi ben separati. L’uno perfetto ma asettico, l’altro imperfetto però ricco di sfumature e sentimenti. Se nel primo qualsiasi emozione o reazione del corpo viene calcolata e studiata per essere migliorata alla perfezione, nel secondo è proprio la precarietà a dare risalto alla vita di ciascuno. I tre ragazzi protagonisti di questa storia fantascientifica per adolescenti sono la scheggia impazzita in un mondo di cristalli, sono il virus all’interno di un programma perfetto. Tra loro c’è chi difende il Sistema, chi ambisce a raggiungere la perfezione e chi, invece, combatte per la Resistenza sin da quando era un bambino. Cattivi perfetti contro buoni imperfetti, verrebbe da dire quindi. Tuttavia, non è proprio così perché, come comprenderà il giovane Adon P, quando entrambe le fazioni combattono usando la violenza, allora non c’è verità o ragione che valga. Il romanzo ci porta quindi a considerare quale possa essere il prezzo da pagare per ottenere una libertà sana all’interno di una società che predilige il bello e il perfetto e nasconde l’errore e il difetto. Il grande talent show è il totem virtuale al quale tutti guardano e accedono per dare il proprio contributo. La Resistenza lavora nell’ombra per sovvertire e sconfiggere il Sistema, ma alla fine le armi usate per combattere sono le stesse da cui devono difendersi e quindi, per Adon P, il gioco non vale la candela. Ai giovani lettori, a cui il libro si rivolge, ci sembra sia destinato un duplice messaggio: che la propria libertà e la propria identità sono valori da difendere, ma che paradossalmente non c’è vera vittoria quando a decretare le sorti di una sfida è la violenza.