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Inchiesta sul cristianesimo

Inchiesta sul cristianesimo

Leonardo Sciascia è stato ritenuto a torto ora ateo, ora agnostico. Pochi, forse solo chi ha avuto il privilegio di frequentarlo, sapeva che egli era invece affetto da una forma di scetticismo radicale, in virtù della quale egli non assecondava alcuna certezza. Tanto da dubitare sia dell’esistenza di Dio che della sua inesistenza. Umberto Eco, per quanto si dichiarasse ateo, era in fondo solo apostata di una religione di cui non condivideva le forme del culto. Per questo amava dire “Non credo più in Dio, ma forse Dio crede ancora in me. Dunque, manteniamo un certo rapporto”. L’emerito critico letterario Geno Pampaloni confessava invece la sua impotenza a scegliere, il tormento di chi non può evitare di considerare l’esistenza di Dio un problema insolubile, non riuscendo ad accettare l’idea che la nostra presenza possa essere solo frutto di un caso, ma nemmeno un dono di cui essere grati. Claudio Magris abbandonò la religione, ma senza mai chiudersi definitivamente la porta alle sue spalle. Si considerava un laico, ma guardava con raccapriccio ad un ceto medio a cui rimproverava di aver abbandonato una condotta di vita virtuosa, osservando la società con lo sguardo critico di un credente silenzioso e in un certo senso bacchettone più di un praticante. Non dissimile dal suo era l’atteggiamento dello scrittore Giovanni Arpino, che rimproverava i credenti di preoccuparsi inutilmente degli atei, quando in fondo il tormento più acuto è quello che ammorba gli agnostici...

Ci si può avvicinare alla religione cristiana anche così: attraversando la rievocazione dei ricordi, delle confessioni e delle testimonianze di quarantasette tra le più illustri personalità appartenute al mondo della cultura e della politica del secolo scorso, raccolte in questo volume corposo e importante, per la prima volta nel 1986 da Vittorio Messori. Il libro torna ora nuovamente fruibile al lettore in una nuova edizione proposta dalle edizioni Ares. L’autore - che è stato giornalista di quotidiani prestigiosi quali “La Stampa”, il “Corriere della Sera”, “Avvenire”, “Famiglia Cristiana” e scrittore di ventiquattro libri dedicati a temi religiosi tradotti con successo in tutto il mondo, tra cui la prima monografia dedicata a Giovanni Paolo II e una Joseph Ratzinger- si sofferma in queste pagine ad osservare come il novero di dette autorevoli menti si sia confrontato con il mistero della fede e dell’esistenza di Dio. I consigli che ci sentiamo di rivolgere ai lettori è di non lasciarsi intimorire dalla densità del tomo, dalla soggezione di trovarsi dinnanzi a un saggio di rigorosa indagine religiosa, né di considerare scontate e prive di suggestioni le posizioni che emergono dai personaggi interpellati al cospetto del tema posto. Il libro di Messori non è concepito per porgere appigli solidi e guide sicure; ma per confrontare le diverse forme di un intimo sentore che, pur nelle diverse opinioni, rende simili dinanzi all’ineludibilità del mistero. E se questo è già un buon motivo per leggere il libro, lo è anche l’avida curiosità che suscita in noi l’idea di poter varcare le stanze più recondite di autori o personaggi pubblici di cui pensavamo di conoscere tutto. Un libro, in definitiva, da assumere a dosi quotidiane. Confrontandosi giorno dopo giorno con un personaggio diverso.