Salta al contenuto principale

Incontri

Incontri

Leila è a pranzo da Ignazio Delogu, poeta e letterato sardo e, oltre che a lei, l’invito è stato esteso anche al vicino di casa di Delogu, lo scrittore Antonio Delfini. Il pranzo è allegro: Leila è in forma e Delfini, ringalluzzito dalle attenzioni a lui rivolte dai commensali, versa vino a tutti, si muove con leggiadria e rivolge particolari attenzioni a Leila, tanto da invitarla a trasferirsi a casa sua non appena la donna, dopo aver lasciato Milano - sua residenza degli ultimi anni - tornerà a vivere nuovamente a Roma... Il cinema è sempre stato una grande passione per Leila Baiardo ma, poiché è consapevole di non avere né il fisico né le qualità interpretative per diventare attrice, prova ad accostarsi a quest’arte attraverso la scrittura, facendo cioè la sceneggiatrice. Ed è così che conosce Federico Fellini. È un uomo istintivamente simpatico e affabile. Si mostra immediatamente interessato al suo interlocutore, lo pone al centro dell’attenzione e lo fa sentire importante... Giulio Turcato vive in via Margutta, come quasi tutti i pittori, insieme a Oretta Fiume, ex attrice cinematografica estremamente talentuosa ma dal carattere impossibile. Insieme a Turcato vive una vita bohemien e non può essere altrimenti: Turcato è povero, generoso, un po’ pazzo, spiritoso e timido. Spesso Leila va a cena con lui nelle trattorie più economiche che si trovano tra piazza di Spagna e piazza del Popolo e ogni volta, con lui, tanto introverso quanto sfacciato, le battute si sprecano e rendono l’atmosfera gioiosa e piacevole... Jolanda Insana è una vera antipatica, ma una buona poetessa. Il suo linguaggio è ricercato ed elegante, ricco di espressioni in vernacolo e di una cattiveria espressa al suo livello più alto. Di lei si parla troppo poco, proprio perché non è simpatica e non ci sa fare. Piccola, scura e diffidente, dà l’idea di una che “se la tira” davvero troppo...

Ventidue nomi illustri della cultura italiana raccontati dalla penna irriverente, ironica e precisa di una scrittrice che non ha nulla da invidiare ai grandi nomi della letteratura, una donna divertente e tutt’altro che banale, dotata di uno stile graffiante e capace di penetrare con sensibilità ed estrema oggettività nell’animo dei personaggi incontrati e descritti. In qualità di giornalista e scrittrice Leila Baiardo- figura eclettica e anticonvenzionale di origine sarda- ha avuto la possibilità di incrociare la sua strada - strada di un’intellettuale determinata a mantenersi unicamente con il suo talento - con quella di personaggi noti degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Muovendosi con sicurezza per le strade di Milano e di Roma, la Baiardo riesce, attraverso le pagine di questo volumetto di poco più di cento pagine che pare una sorta di diario dell’autrice stessa, a ritrarre in maniera meticolosa l’aspetto privato di grandi nomi del panorama culturale e artistico italiano, mettendone in evidenza fragilità e ricchezze, umanità e tristezze. Federico Fellini, Alberto Moravia, Carla Fracci, Franca Valeri, Elsa Morante, Paolo Poli sono solo alcuni dei nomi che la Baiardo ci presenta, spesso immersi nella loro quotidianità e lontani dalle luci della ribalta, così accecanti ma spesso fuorvianti. L’esuberanza di Claudio Villa, la simpatia di Paolo Poli, la disponibilità di Cesare Zavattini, la sensibilità esclusivamente avviluppata in sé di Elsa Morante, la sofferenza di Sandro Penna, le stramberie di Mike Bongiorno, vengono narrati con una sottile ironia accompagnata, a volte, da un garbo estremo oppure, in altri racconti, da una certa sfacciataggine così tipica dell’autrice, donna davvero anticonformista e fuori dalle righe. Immagini rese con estrema cura e un po’ di strafottenza; aneddoti raccontati con una scrittura essenziale e senza fronzoli ma incisiva, tipica della Baiardo, autrice estremamente interessante che non ha, purtroppo, ottenuto i riconoscimenti che avrebbe meritato e che la casa editrice Le Commari ha deciso giustamente di omaggiare pubblicando nuovamente questa preziosa raccolta di storie, la cui lettura andrebbe centellinata, per assaporarne fino in fondo ogni sfumatura.