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Incontro - Poesia e musica

Incontro - Poesia e musica

Il rosone dell’Abbazia di San Galgano appare come un occhio che da secoli guarda l’uomo in modo impassibile, “Occhio gigante / il rosone ci osserva. / Ci osserva / incantati / in ascolto.” Poi a un tratto la pietra si accende delle luci dell’aurora, le danno vita le voci angeliche che toccano con il loro canto la sensibilità umana, trasportano in una dimensione ultraterrena attraverso una fantasia contemplativa senza limiti di tempo e di spazio... Gli uomini, che appaiono reali nei loro bisogni ripetuti e quotidiani, agli occhi incantati di chi li osserva sono acrobati in equilibrio sul filo della loro esistenza, ma potrebbero cadere da un momento all’altro; perdere la stabilità significherebbe rischiare al di là del consueto, tra felicità o annientamento. Librarsi nell’aria è l’unico rischio da correre, così qualcuno si chiede se “Potremo poi staccarci in volo?”... Il ballo del Tip Tap ha in sé un aspetto di mistero e magia, difficile non coglierlo partecipando con attenzione allo spettacolo. I tacchi che puntano ripetutamente la pista comunicano attraverso un loro linguaggio, una forma di alfabeto morse che rende ancora più intenso lo scambio emozionale tra spettatore e ballerino; infine quest’ultimo si estranea in contemplazione, si sente inserito in un’immensa totalità come se fosse parte del mare in un “... abbraccio appassionato / nella profondità del mare”... Ma per aspirare all’infinito l’animo deve essere libero dai turbamenti, dalle angosce e dalle frustrazioni di una società malata, che comunica il suo dolore e il suo rancore nello schermo televisivo bombardato dalle terribili notizie dei media. Chi osserva si sente ristretto in un cono d’ombra da cui è sempre più difficile uscire “Scorrono parole dal telegiornale / agitano le coscienze e il pensiero”... Liberarsi da ogni costrizione legata alla materia e alla vanità delle aspirazioni diviene l’unica via da percorrere, per ritrovare la solitudine che porta salute e serenità mentre si ascolta da lontano il “crepitare” della folla, incapace di ribellarsi alla quotidianità più negativa “Contraddizione, combattimento / sento i loro fuochi crepitare / a distanza”... L’originalità e l’amore per la bellezza restano inevitabili punti di riferimento per raggiungere la felicità e la realizzazione, anche se tali pregi non vengono apprezzati dall’uomo moderno. Le persone sono al contempo incuriosite e perplesse quando vedono l’incontro tra la grazia della donna e l’imponenza del suo pappagallo, ambedue “vestiti” di bianco: sono il simbolo della poesia che si unisce a ogni forma di arte distinguendosi dai comportamenti della massa...

Quello tra la poetessa Caterina Trombetti e il musicista Giovanni Pecchioli è un incontro tra suono e parola, con quest’ultima che abbraccia la musica e si fonde alla sua armonia e profondità. Difficile spiegare come tutto questo sia stato possibile, lo stesso Pecchioli sostiene: “Non so dire come la mia musica abbia trovato una perfetta consonanza di stile e di contenuto con i versi di Caterina, non sono condizioni che si possono prevedere o decidere in modo arbitrario. È accaduto, è questo l’essenziale, e il nostro volumetto di poesia e musica resta a testimonianza del felice incontro”. Quelle di Pecchioli non sono note semplicemente di accompagnamento ai componimenti della Trombetti, come facilmente si potrebbe fare nello scegliere dei brani di sottofondo piacevoli per la lettura dei versi. Il musicista ha compreso a fondo il messaggio della poetessa, riproponendo nelle sue note le emozioni e le condizioni di vita descritte attraverso parole illuminate. Ne risulta un’opera tutto sommato fruibile, grazie al linguaggio curato ma mai eccessivo o inutilmente intellettuale della poesia lirica della Trombetti, una breve raccolta di versi da leggere in una sera anche un paio di volte, per non confondere la scorrevolezza con la superficialità e apprendere a fondo i densi contenuti che sono offerti al lettore. Una serie di attente riflessioni sulla vita e sul rapporto dell’uomo con la natura, che si ricollega alla produzione della poetessa da sempre interessata nei suoi componimenti al contatto con l’infinito, al desiderio di toccare attraverso l’elevazione della coscienza e la catarsi la totalità del creato, per essere parte di un insieme in cui ogni essere vivente è partecipe di un’armonia universale. Da tale aspirazione nasce la necessità di assumere ogni emozione nella sua totalità, a cominciare dall’amore, tema del resto rappresentato anche nell’immagine scelta per la copertina, che ripropone l’incontro tra Amore e Psiche nel dipinto di Giancarlo Ferruggia; un legame affettivo capace di sfidare ogni avversità nella sua assoluta purezza. Collaboratrice di Mario Luzi alla camera del Senato e legata al noto poeta da una lunga amicizia, Caterina Trombetti ha ricevuto numerosi riconoscimenti di prestigio in Italia e all’estero. È da sempre impegnata presso le scuole e le carceri nella sensibilizzazione verso la poesia. La sua prima raccolta esce nel 1990 per le Edizioni Lalli con il titolo Il pesce nero, segue per la Passigli Fiori sulla muraglia (poi ristampato dalla FlorenceArt in lingua spagnola) e Dentro il fuoco, rispettivamente nel 2000 e nel 2004. Tra le sue ultime fatiche letterarie un altro volume che unisce poesia e musica, Consonanze. La poesia incontra l’arpa edito da Betti nel 2016, e l’anno successivo la raccolta bilingue Attimi ed infinito, data alle stampe dalla Thedotcompany. Clarinettista, sassofonista e compositore, Giovanni Pecchioli si dedica da sempre a vari stili, dalla musica classica al jazz e non solo. Ha scritto componimenti per cortometraggi, opere teatrali e documentari, fino a depositare circa duecentocinquanta brani presso la SIAE. Tra le sue colonne sonore la musica per il filmato dell’Opificio delle Pietre Dure sul restauro della porta del Battistero di Firenze, il documentario-film Kia Ora dedicato al battaglione neozelandese che liberò la Toscana nel 1944 e il concerto- spettacolo Dentro la musica.