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Indagine su Sherlock Holmes

Indagine su Sherlock Holmes

Sherlock Holmes è forse il più grande investigatore di ogni epoca: una figura inimitabile che resiste all’usura del tempo, fonte di permanente ispirazione creativa; una leggenda che continua, periodicamente rivisitata dal cinema e dalla letteratura, anche con apocrifi (da oltre vent’anni sono scaduti i diritti d’autore sul personaggio). Siete sicuri di averne letto tutto e di saperne abbastanza? E del suo autore, medico e scrittore scozzese, Arthur Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859 – Crowborough, 7 luglio 1930), che scrisse anche molti altri testi? Il primo romanzo dell’epopea risale al 1887, l’ultima raccolta di racconti al 1927, in tutto 4 romanzi e 44 racconti, poi altri 2 brevissimi di dialoghi inoltre, uno incompiuto e 3 commedie teatrali. Lo spazio temporale delle avventure del mitico investigatore è collocabile presumibilmente tra il 1881 e il 1914, un modello narrativo di protagonista onesto e integerrimo, competente ed efficiente, con propri inevitabili tic, vizi, ombre, citato con maggiore o minore spirito critico da ogni appassionato e studioso del genere, quello detto “giallo” in Italia, una letteratura popolare di crimini e indagini, metafora della condizione umana, instancabilmente alla ricerca della verità (visto che la vita stessa è un enigma, una risposta che attende una domanda). Con frequenti riferimenti al delicato rapporto con la fede cattolica, un medico e scrittore lombardo riassume con godibile chiarezza i punti fondamentali della vita e delle opere sia di Conan Doyle che di Holmes...

Paolo Gulisano (Milano, 1959) ha fondato ed è vicepresidente della Società chestertoniana italiana, da decenni collabora con riviste e quotidiani d’informazione, ha scritto innumerevoli scrive saggi e opere di narrativa, noto soprattutto per gli studi sullo stesso Chesterton, su Tolkien e su Guareschi. In quattordici scorrevoli capitoli, in modo attento ed esaustivo, ricostruisce le biografie parallele del celebre autore e dell’ancor più celebre personaggio, riassumendo informazioni storiche, particolari e aneddoti, cercando pure sempre di contestualizzare i dati e allargare lo sguardo. Non si tratta di veri e propri incisi, quando è costretto a citare il Sudafrica (di allora) o la massoneria, l’Inghilterra (vittoriana) o Londra, Scotland Yard o l’antropologia criminale, fornisce alcune indispensabili riflessioni per capire quel che accadeva nella realtà di quel tempo e aiutare il curioso lettore contemporaneo. Mancano, tuttavia, apparati finali (indici di nomi e argomenti) per completare la funzione esplicativa. I genitori di Arthur, secondo di dieci figli, erano di origine irlandese e sono molto utili i passaggi che intrecciano le culture del Regno Unito, anche in relazione alla divisione tra cattolici e calvinisti, soprattutto in Scozia, dove venne iscritto al prestigioso privato gesuita Stonyhurst College, arricchì il proprio bagaglio scientifico e scivolò in modo non traumatico nell’agnosticismo. Comunque, “la missione di Sherlock Holmes è stata quella di svelare ciò che è nascosto, ed è una missione che egli lascia ancora oggi come compito a ogni lettore”.