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Inferno alla fine del mondo

Inferno alla fine del mondo

Roland è un giovane assistente bibliotecario animato fin da bambino da una forte passione per La Divina Commedia, libro che conosce praticamente a memoria. Non per niente ha dato al suo gatto il nome di Virgilio e ha creato il forum online Gli amici di Dante, nel quale posta discussioni che girano intorno alla possibilità di applicare anche ai criminali dei nostri giorni il principio del contrappasso dantesco. Fatta eccezione per questa peculiare passione, Roland conduce una vita ordinaria, contrassegnata dai richiami della sua burbera direttrice, da una infatuazione non dichiarata per la sua giovane collega Emily e dagli incontri quotidiani con i frequentatori della biblioteca. La monotonia delle giornate di Roland viene bruscamente interrotta la notte in cui, dopo aver postato sul suo forum un commento sulla vicenda di Yassim Salhi, un francese che nel 2015 decapitò il suo datore di lavoro, si trova a fare un sogno inquietante. Mediante uno strano passaggio che sembra aprirsi direttamente nel suo ripostiglio, Roland si trova ad assistere alla pubblica esecuzione dello stesso Yassim, obbligato da due giganti dal collo mozzato a rivedere su uno schermo il suo delitto prima di trovarsi a sua volta con la testa tagliata. Quello sarà solo il primo di una serie di sogni sempre più strani, che porteranno Roland a compiere un viaggio straordinario nel Regno dei Morti...

Se Dante dovesse in qualche modo reincarnarsi ai nostri giorni, cosa direbbe davanti al quotidiano campionario di delitti e nefandezze che giornali e notiziari scandiscono con agghiacciante regolarità, giorno dopo giorno? In che modo potrebbe punire le molteplici forme con cui la malvagità dell’uomo si manifesta? Che destino riserverebbe, ad esempio, agli spacciatori di droga, ai serial killer, a coloro che maltrattano gli animali mutilandoli per il loro profitto oppure obbligandoli a combattere tra di loro per alimentare il circuito delle scommesse clandestine, a coloro che distruggono l’ambiente perseguendo solo l’arricchimento personale? Questo è l’interessante (e ambizioso) spunto di partenza di Inferno alla fine del mondo. Se le premesse sono buone, purtroppo non altrettanto si può dire per la realizzazione: il libro non riesce infatti a catturare l’attenzione del lettore, riducendosi ben presto ad un catalogo sterminato di supplizi e punizioni che man mano che si procede nella lettura finisce anche per sembrare un po’ stucchevole. Persi per strada i personaggi delle prime pagine, che avrebbero forse potuto dar vita a qualche spunto narrativo interessante, la vicenda si riduce così al racconto delle peregrinazioni di Roland e dei suoi incontri con i vari personaggi che gli fanno da guida in questo moderno Regno dei Morti, in una successione di quadri che alla fine risulta piuttosto monotona, nonostante la notevole fantasia dimostrata dall’autore nell’escogitare sempre nuovi modi per tormentare i suoi moderni dannati.