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Inferno capitale

Inferno capitale

La donna non capisce se è la luce ad averla svegliata o il dolore in tutto il corpo. La luce proveniente dal soffitto le martoria gli occhi, nonostante una palpebra sia totalmente chiusa per le botte ricevute. Una luce che sembra quella di una sala operatoria o meglio di una stanza delle torture, dato il trattamento ricevuto. Si rende però conto che si tratta del neon del suo garage. Prova a non muoversi per cercare di fermare il dolore ma non ci riesce e così perde i sensi più e più volte. Per un attimo addirittura pensa che si sia trattato tutto di un incubo fino a quando il dolore non torna prepotentemente a sconquassarle il corpo. Sente perfino di avere la mascella rotta e vede alcuni dei suoi denti sparsi sul pavimento. Decide quindi di mettersi in piedi, ancorandosi al muro. Quello stesso muro a cui il suo aggressore le ha fatto sbattere la testa più e più volte per poi strapparle gonna e mutandine e quindi violentarla in maniera animalesca. Cerca la borsa con il telefonino per chiamare i soccorsi ma non la trova e quindi si rimette seduta a singhiozzare. Mentre piange sente la porta basculante del garage aprirsi di nuovo. Pensa che sia nuovamente il suo aggressore che è venuto a finire ciò che ha cominciato, a ucciderla. Prova a nascondersi dietro la Ford Fiesta del personal trainer del primo piano quando capisce che è il fuoristrada del dottor Felici ad avere fatto ingresso nel garage. All’odontotecnico quasi prende un colpo quando vede la donna in quelle condizioni perdere nuovamente i sensi e crollare a terra. Un mostro si aggira per Roma e ha appena cominciato la sua caccia...

La premiata ditta Lugli-Del Greco ci regala un romanzo dalle tinte fosche e dark, la cui vera protagonista è una Roma cupa e caratterizzata da episodi di violenza inaudita. Lo stile è quello tipico del thriller investigativo dal taglio giornalistico di qualità, vista la grande competenza guadagnata sul campo da entrambi gli autori. Una trama ad alta tensione e ben costruita che procede senza sbavature fino alla fine, con uno stile rapido e mozzafiato. Una serie di violenze e omicidi apparentemente senza connessione che inizia con il ritrovamento del cadavere dell’autrice televisiva Sabrina Cantu in un cespuglio di Villa Ada e prosegue in maniera caotica e disordinata. La protagonista delle indagini è ancora una volta Angela Blasi, vicequestore e dirigente della sezione omicidi della Mobile, promossa dopo l’inchiesta scottante sul Canaro, celebre caso di cronaca oggetto di un altro romanzo del duo. A darle una mano il suo ex superiore nonché amico e amante Tommaso Elleni, commissario all’epoca del caso del Canaro, e ora questore a Perugia, che la indirizza su una pista che tocca le alte sfere, prendendo in esame altri casi di violenza del passato. A impreziosire la narrazione la descrizione meticolosa della quotidianità romana di alcuni ambienti, su tutti quello televisivo descritto con tutto il suo carico di ipocrisie e falsità. L’ennesimo centro per la premiata ditta Lugli-Del Greco.