Salta al contenuto principale

Ingemaus

Ingemaus

Febbraio 1930, Siegfried Schönthal e Johanna Emma Gertrud Rosenmüller detta Trudel si sposano, vanno a vivere a Essen e a novembre nasce Inge, chiamata affettuosamente Ingemaus, la loro topolina. Sono come i tre cerchi intrecciati che simboleggiano le industrie Krupp, i cui fumi oscurano il cielo. Siegfried lavora per l’azienda di Lutz Neumann, capo e amico, sono entrambi ebrei, rispettati da tutti e patriottici. A gennaio 1933 l’ascesa al potere di Hitler non desta preoccupazioni, nemmeno l’apertura di Dachau vicino a Monaco di Baviera, campo di concentramento per avversari politici. Sono eventi che non hanno a che fare con loro, ma nel 1934 l’olandese Joosten, amico di Neumann, suggerisce la vendita della ditta e l’espatrio, come già altri ebrei hanno fatto, prima che la situazione si complichi, ma cittadini rispettabili che hanno da temere? Lutz e Siegfried rifiutano, Trudel invece è in ansia, i cartelli che vietano l’ingresso degli ebrei nei negozi sono ovunque, la situazione peggiora nel 1936, quando deve iscrivere Inge in prima elementare. La madre della bambina è ariana, ma il cognome ebreo del padre la marchia, è una “Meticcia di primo grado” e deve andare in una scuola per ebrei. L’iter burocratico per ottenere l’accettazione in una scuola tedesca è complesso e dura mesi, le discussioni tra marito e moglie non sfuggono alla bambina, inconsapevole di ciò che accade. Finalmente la richiesta raggiunge il ministro Bernhard Rust a Berlino, che dà il consenso, Trudel ha ottenuto la sua vittoria, ma la gioia è breve, a scuola, una scuola tedesca, Inge viene picchiata con pretesti e la madre minaccia l’insegnante nazista. Nel 1938 il pericolo è tangibile, le attività degli ebrei vengono devastate, la Notte dei cristalli lascia il segno, la Gestapo arresta i maschi ebrei e Lutz Neumann è tra questi, mentre Siegfried si nasconde. La precedente proposta dell’olandese Joosten sembra la soluzione, per salvare moglie e figlia l’uomo deve scappare in Olanda, ma ormai la frontiera e chiusa e le SS pattugliano i valichi, solo Trudel può muoversi liberamente per ottenere informazioni e documenti. Il viaggio è rischioso, le attese snervanti, la burocrazia interminabile: carte bollate, vidimazioni, firme, consensi, autorizzazioni. Siegfried rischia la deportazione, non sono ammessi errori...

Marco Meier (Sursee 1953) si è laureato in Filosofia presso l’Università di Friburgo nel 1978, giornalista e mediatore culturale, ha lavorato come redattore dai primi anni ‘80 per passare poi alla televisione svizzera nel 2003. Meier dedica alla figura di Inge Schönthal Feltrinelli (Essen 1930 – Milano 2018) questa interessante biografia, a cui lei si era inizialmente opposta. Nella postfazione l’autore rivela come un primo vano tentativo per gettare le basi del libro abbia avuto luogo nel 2014, poi ripetuto con maggior successo nel 2016, a cui seguono numerosi incontri, lunghe chiacchierate, una fruttuosa raccolta di materiale che porta nel 2018 alla stesura del primo capitolo. L’opera rappresenta una interessante fusione tra il saggio e il romanzo e permette al lettore di approfondire gli aspetti più intimi della personalità di una figura di spicco nella promozione della cultura italiana e in ambito editoriale, che ha ricevuto nel corso degli anni numerose onorificenze per il suo impegno (in Italia, Francia, Germania). Inge Feltrinelli viene descritta come una donna dal temperamento forte e vivace, grazie all’influenza della madre e alla protezione del patrigno riesce a sfuggire ai nazisti e nonostante le difficoltà del periodo bellico e degli anni di miseria successivi al conflitto, scalpita per emergere. Lavora come fotoreporter fin da giovanissima presso lo studio di Rosemarie Pierer e viaggia ovunque cogliendo ogni occasione le venga offerta, riuscendo a fotografare personaggi emblematici del Novecento: Greta Garbo, Winston Churchill, Ernest Hemingway, Pablo Picasso, per ricordarne alcuni. Opportunità è la parola chiave nella sua esistenza. Dopo anni frenetici in giro per il mondo e dopo aver collezionato contatti importanti avverte il desiderio di dedicare il suo tempo a temi più impegnativi in ambito sociale, in particolare dopo l’incontro con Giangiacomo Feltrinelli, conosciuto ad Amburgo nel 1958, a cui confida di non sopportare più “questo pseudomondo scintillante che altro non è se non superficialità”. Il volume, che contiene numerose foto dell’Archivio Inge Feltrinelli, segue la sua vita dall’infanzia in Germania fino al coronamento della complicata e intensa storia d’amore con il noto editore.