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Innamorati pazzi

Innamorati pazzi

Manca un’ora all’atterraggio e Blake è irrequieto sugli scomodi sedili in classe economy, dove sta cercando di incastrare il suo metro e novanta di altezza. Summer è al suo fianco che sopporta le lamentele del vanitoso e presuntuoso scrittore di bestseller, che volerebbe volentieri in prima classe, ma non può non fare a meno di apprezzare l’atto di amore di un fervido oppositore della East Coast, che, per seguirla, ha accettato di trasferirsi con lei a Los Angeles per le riprese di Hell-A. Manca solo un’ora, stanno sorvolando l’Arizona, lo rassicura Summer e proprio allora lo scrittore dal fascino maledetto, prestigiatore di emozioni, si fa venire in mente come rendere più sopportabile l’ultima ora di volo... Di ritorno da una riunione di produzione, Summer avvisa Blake, al lavoro sul suo nuovo romanzo, che potrebbero chiamare Cheyenne - la sua ultima “fiamma” prima di Summer - per le ultime puntate di Hell-A. Quando l’estate precedente si erano ritrovati a passare le vacanze estive nella stessa casa negli Hamptons per un equivoco, i primi giorni di convivenza non erano stati facili finché Cheyenne non se ne era andata per girare un film con Almodóvar, ma, a quanto pare, Blake ha da raccontare un’altra versione dei fatti che hanno spinto Cheyenne ad andarsene... Dwight e Blake sono in cucina a discutere animatamente a proposito della dichiarazione dei redditi - essendo Dwight un commercialista. Tuttavia, la conversazione sembra svelare qualche scenario inaspettato. Summer ricorda bene la circostanza in cui si sono cacciati la scorsa estate, quando si sono trovati minacciati dai narcotrafficanti, i fratelli Aguilera, a causa di Dwight, che adesso ha qualcosa da confessare a proposito...

Con questi piccoli, succosi e divertenti sketches la Kingsley realizza il sequel del suo Due cuori in affitto. La romantica storia tra i due protagonisti, Blake e Summer, non poteva dirsi finita perché, come afferma l’autrice nell’introduzione a Innamorati pazzi, le voci dei due protagonisti continuavano a fare capolino nella sua mente: serviva perciò un romanzo che fosse “un po’ prequel, un po’ sequel e un po’ spin- off, con qualche easter egg” a insaporire il tutto. La verità è che Felicia Kingsley detiene la formula per il perfetto romanzo rosa, un vero e proprio passaporto per l’evasione. Se è vero che i libri debbano essere un porto sicuro in cui trovare un appiglio quando si vuole fuggire, anche solo per un’ora, dal mondo reale, la Kingsley mescola gli ingredienti più attraenti per agganciare e assorbire il lettore immergendolo in allettanti scenari da sitcom americane, che oscillano tra la affascinante East e la dinamica West Coast. La sua verve ironica, maliziosa, sensuale, romantica ringiovanirebbe persino il cliché più incartapecorito. Come in Due cuori in affitto, l’amore non è mai diluito in avvilenti stereotipi letterari. Giocando con la magia delle città in cui ambienta le sue storie - che sia una notte sul tetto dell’Empire State Building mentre si improvvisa New York, New York o un matrimonio celebrato sull’High Roller di Las Vegas - non ci sono rischi per un’overdose di scene zuccherate e sentimentalismi. Al contrario, l’amore qui è crescita, coraggio, prospettiva, è la barriera di protezione che si disintegra davanti a un’affinità e un’attrazione più forte della ragione. E allora i suoi romanzi fanno sognare donne alla ricerca della propria affermazione, alla conquista della propria indipendenza e uomini sicuri di sé che si mettono in discussione per amore. In fondo, diciamocelo: il romanzo rosa è un balsamo per l’anima e il miglior regalo che una donna – forse anche un uomo, perché no – possa concedersi ogni tanto per una breve ma rigenerante fuga dalla realtà.