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Intervista a Barbara Garlaschelli

altQual è il filo invisibile che lega le tante storie di L’una nell’altra ? La solitudine e, nello stesso tempo, il continuo "sfiorarsi" di una vita con l'altra. Come è nata l’idea di questa singolare antologia ‘circolare’ di racconti, dove nonostante i personaggi vivano esperienze diversissime tra loro tutto sembra ripiegarsi su se stesso come in una sorta di eterno ritorno ? Mi ha sempre affascinato l'idea di raccontare "schegge" di esistenze. Bloccare in un fotogramma la storia di una vita. Pensare al tempo come a un enorme contnitore che tutti ci raccoglie. La raccolta è nata - come spesso le mie storie - per caso: ho cominciato a scrivere la prima e poi le altre hanno fatto seguito. Naturalmente c'è anche un grande lavoro dietro. Le storie brevi devono avere una musicalità perfetta, una profondità fuminante e non è semplice trovarle. Spero di esserci riuscita in questo caso. A quali scrittori guardi con maggiore attenzione ? A tutti quelli bravi! A cosa stai lavorando in questo momento ? A un nuovo romanzo. La trama e tutto il resto sono top secret, naturalmente! [david frati]