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Intervista a Cinzia Giorgio

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Cinzia Giorgio scrive saggi, romanzi, pièce teatrali e recensioni. È Amministratore Unico della The Pink Factory Srls e dirige la casa editrice nata in seno alla società, già editrice della rivista Pink Magazine Italia (www.pinkmagazineitalia.it), nata nel 2015, che si occupa di attualità e cultura. Insegna storia delle donne presso l’Università Sperimentale Decentrata di Roma e si occupa da sempre dei diritti delle donne. I suoi libri trattano tematiche femminili e l’ultimo non fa eccezione. È dedicato infatti a una delle figure più tragiche e affascinanti della mitologia classica, Cassandra: principessa, amante, sacerdotessa. Abbiamo intervistato Cinzia per voi.



Ciò che traspare dai tuoi libri è la tua passione per la storia, accompagnata da quel tono malinconico di chi è fortemente legato ai ricordi, sia ai propri che a quelli del mondo intero. Com’è nata in te questa passione, tanto forte e determinante da trasformarla in un percorso di studi e, successivamente, in una carriera?
Tutto è iniziato quando ero bambina, con Lady Oscar. È stato grazie a quel cartone, alle dame e ai loro vestiti principeschi che mi sono avvicinata alla Rivoluzione Francese. In seguito, con la conoscenza del professore gesuita Andrea Demaglio, ho capito di voler fare della storia la mia carriera. È stato lui che mi ha fatto scoprire il Rinascimento, che mi ha insegnato a consultare gli archivi, a scartabellare i documenti e a leggerli. Lo ringrazierò in eterno. Ho continuato a studiare portando avanti questa passione, intraprendendo anche gli Women’s Studies dedicati alla storia. La gavetta mi ha portato ad essere presa come insegnante, prima all’Università degli studi di RomaTre ed in seguito all’Università Sperimentale Decentrata di Roma.

Negli ultimi anni sembra esserci riaccesa nei lettori la passione per il mondo classico e la mitologia: basti pensare al successo eclatante di Circe e La canzone di Achille. A cosa si deve questa curiosità e cosa possiamo trovare noi, oggi, nei miti antichi?
Nel passaggio tra Umanesimo e Medioevo c’era già stato un revival degli eroi e delle loro gesta simile a quello che stiamo vivendo oggi. Facendo una riflessione ad alta voce, probabilmente con la pandemia abbiamo vissuto sulla nostra pelle un nuovo Medioevo che, come vuole l’immaginario collettivo, rimanda ad un periodo buio della nostra storia. La riscoperta dei miti ancestrali, delle nostre origini più antiche, è stata il lume che ci ha permesso di rischiarare la realtà oscura che siamo stati costretti a vivere. D’altronde le storie si ripetono ciclicamente: gli dèi capricciosi sono del tutto identici e noi! La riscoperta si deve soprattutto ai più giovani ed è esplosa su TikTok. Da li chiunque avesse un romanzo di stampo mitologico nel cassetto lo ha tirato fuori: me compresa!

In Cassandra hai scelto di utilizzare una prima persona singolare. Che cosa ti ha permesso di indossare i panni di Cassandra e quali sensazioni ti ha suscitato l’immedesimazione in questa donna controversa dai poteri irrefrenabili?
È stata la mia prima volta con la prima persona singolare. Non è stato semplice. Non essendo una grecista mi sono affidata ad una consulente, chiedendole come fosse la mentalità dell’epoca. Lei, stupendomi, mi disse che non era cambiato poi molto: le dinamiche familiari sono molto simili e l’animo delle donne dell’epoca è dentro ognuna di noi. Tuttavia, il linguaggio è stato difficoltoso! Il concetto della correlazione tra corpo e sentimenti non esisteva, perciò le espressioni “mi batteva forte il cuore” o “sentivo le farfalle nello stomaco” non potevano essere utilizzate. Ci sono state molte cose da imparare, ma con il tempo sono diventate mie. Mi sono stupita nel constatare che molte di queste ci appartengono ancora oggi! Per il personaggio di Cassandra, in realtà, ho inventato molto poco: la sua storia era già stata scritta in molte versioni, si è trattato di ricomporre il puzzle.

Il fuoco nel tuo libro è un elemento cardine. Sembra sempre che siano proprio le donne ad innescare la scintilla che farà poi divampare le fiamme. Anche questo immagino essere un tema che ti sta particolarmente a cuore, visto anche il tuo impegno in Pink Magazine. Che cosa temevano così tanto gli antichi delle donne che oggi, purtroppo, non si è ancora andato a perdere?
Alle mie studentesse dico sempre che la paura degli uomini nei confronti delle donne è ancestrale. Nell’assetto delle società primitive, le donne restavano in casa e cucinavano. Si sono aggiudicate il titolo di ‘prime chimiche della storia’, imparando a distinguere le erbe. Da qui la paura dell’uomo: le erbe sono anche veleni. Le donne potevano ucciderli senza sporcarsi le mani con spade o asce. La guerra di Troia, però, non va da imputare solo alla fuga di Elena. La città era collocata in una posizione ideali per gli scambi di merci. Inoltre, il trono di Sparta sul quale siede Menelao gli arriva da Elena: è lei la regina indiscussa. Senza la moglie, per lui è la fine. Spesso è questo che si teme nelle donne: un potere che è solo loro, tramandato e affinato nei secoli.

Il personaggio di Cassandra riceve un dono che lei stessa considera come una condanna. Che cosa predirebbe, ai tuoi occhi, Cassandra per noi donne? Quale consiglio ci vuole dare per il futuro?
Difficile saperlo. Non ho il dono della divinazione e per fortuna direi! Ad un punto della storia, Cassandra ed il fratello Eleno si dicono “che fatica sapere tutto e non poter fare niente!”. Ecco, io fortunatamente non so niente. Credo che il sentimento comune oggi sia la paura, dettata dal non sapere in che direzione stiamo andando. Io di natura sono ottimista e spesso spero che le cose si risolvano anche da sole! Tuttavia, il periodo è talmente strano che davvero ci vorrebbe Cassandra. La domanda è: saremmo disposti a starla ad ascoltare?

Vedo che sui social sei molto attiva, anche su TikTok. Qual è la cosa più importante che senti di voler trasmettere ai tuoi lettori e lettrici più giovani tramite questi canali?
La risposta si potrebbe racchiudere in un solo concetto: studiare. Ciò che dico sempre alle donne e ai ragazzi è che imparare e conoscere rendono liberi. Più sappiamo e meno siamo disposti ad accettare situazioni che scalfiscano la dignità umana. Al fine di questo, la lettura e la scrittura sono fondamentali. Su TikTok do spesso qualche consiglio in merito! Sono da poco su questa piattaforma, ma mi piace molto il pensiero di stimolare i ragazzi più giovani a non fermarsi mai. Vedo i BookTokers e le sezioni nelle librerie dedicati ai libri famosi su questo social e, nonostante spesso vengano mosse critiche a riguardo, io ne sono felicissima: l’importante è che si legga. Ogni generazione ha il suo canale: noi cresciuti negli anni ’80 avevamo Lady Oscar. Io grazie a lei mi sono appassionata alla storia e ne ho fatto una carriera: chissà dove potrebbero arrivare i ragazzi grazie a TikTok!

I LIBRI DI CINZIA GIORGIO