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Intervista a Diana Gabaldon

altQuanto è stata ed è importante internet per la sua carriera di scrittrice? Molto, e lo è ancora adesso. Quando lavoravo come Biologa all'Arizona State University e internet era ancora una parola quasi sconosciuta mi collegavo spesso ad una rete CompuServe e frequentavo un forum letterario con appassionati, scrittori, scrittrici. Sognavo di fare la scrittrice, e siccome credo che la cosa giusta da fare per imparare a scrivere sia scrivere, iniziai a scrivere il mio primo romanzo per esercitarmi e mano a mano che andavo avanti postavo i capitoli sul forum. Le cose che avevo scritto piacquero molto agli altri frequentatori del forum, e quando chiesi loro qualche consiglio su come iniziare una carriera professionale come scrittrice, mi dissero di trovarmi un agente. Ce n'era uno che reputavo particolarmente adatto a me, ma non accettava manoscritti. Poi qualche tempo dopo scoprii che un mio amico scrittore era gestito proprio da quell'agente, e gli chiesi di presentarmelo. E così è successo... Quindi internet mi ha aiutato molto a scrivere, il mio primo libro è merito suo! Ancora oggi è il mezzo per stare a stretto contatto con i miei lettori, per conoscere il loro parere, per dar loro news sul mio lavoro. Il mio sito personale www.dianagabaldon.com è stato uno dei primi al mondo dedicati ad uno scrittore, è on-line dal 1994. Lo ha creato e lo gestisce da sempre una mia affezionata lettrice che prima se ne occupava per hobby e ora lo fa per lavoro. Vede la saga dei Fraser come un unico gigantesco romanzo o come libri differenti con gli stessi personaggi? E come è cambiato il suo approccio alla saga negli anni? La vedo in tutti e due i modi. Ogni libro della saga è strutturato per stare in piedi da solo, non potrei certo dare per scontato che tutti i lettori abbiano letto tutto. Ma al di là dei diversi romanzi c'è una meta-struttura nella quale tutti si inseriscono coerentemente, una struttura che è venuta quasi da sè, senza che io mi sforzassi più di tanto. Può spiegarci la Teoria Gabaldon del viaggio nel tempo? La teoria emerge, si manifesta a poco a poco nei vari libri della saga: i personaggi fanno le loro ipotesi, e assieme a loro la nostra è una scoperta graduale. La teoria si basa su vortici posizionati dove le linee di forza geomagnetica si intersecano. Al centro di questi vortici, punti dove spazio e tempo sono compressi. Si tratta di teorie scientifiche e non campate in aria, attenzione! Poi immagino ci siano individui geneticamente suscettibili a queste foze geomagnetiche, un po' come i piccioni viaggiatori, che se vengono esposti a delle calamite perdono l'orientamento... Come immagina il suo futuro di scrittrice quando la saga dei Fraser sarà finita? Lo immagino diverso. Ma continuerò a scrivere, ovviamente. Mi dedicherò ai gialli contemporanei con la mia saga di Lord John e ho in mente anche uno spin-off della saga dei Fraser, tutto incentrato su un personaggio minore che appare nel secondo romanzo della serie. Lei mescola la fantascienza, che è tipicamente un genere maschile, con la narrativa romantica e il romanzo storico: chi sono i lettori di Diana Gabaldon? Ce ne sono 15 milioni, immagino ci sia un po' di tutto. Uomini e donne, giovani e anziani. Molti militari e anche molti religiosi, strano no? Medici, appassionati di New Age e discipline olistiche... lettori, insomma. [david frati]