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Intervista a Francesca Romana Merli

altPerché nella memoria collettiva è rimasto 'il caso' Pasolini e in misura molto minore il poeta, lo scrittore, il regista Pasolini? In fondo anche il gran parlare che si fa in questi mesi di Pasolini è legato al 30esimo anniversario del suo omicidio, ad una atmosfera di morte, alla retorica della voce libera e anticonformista 'messa a tacere', ed è come se la sua opera fosse un valore aggiunto e non il centro della questione... Non so se nella memoria collettiva sia rimasto un solo Pasolini, il caso Pasolini (quindi la morte di Pasolini) o cos'altro. Forse la memoria collettiva si compone di aspetti diversi e a volte, per fortuna, sorprendenti. Quello che si dice spesso, che di Pasolini si conoscono più la vita che le opere è probabilmente vero: potrebbe dipendere da una certa pigrizia dell'industria culturale (che semplifica i suoi eroi per farli circolare meglio) ma anche dalla peculiare imponenza degli interventi sparsi di Pasolini stesso sui temi civili del suo tempo. Con quale approccio ti sei avvicinata a Pasolini? In cosa il tuo libro è diverso dagli altri, qual è la tua chiave di lettura? Non so in cosa il mio libro sia diverso dagli altri libri, forse ogni libro è diverso da un altro libro. Io ho cercato di tornare su un argomento che mi interessava provando a fare delle domande. E ho cercato di non farmi scoraggiare da un senso di inadeguatezza che pure sarebbe stato una forma di risposta, che però avrebbe paralizzato tutto il mio lavoro. Poi, lavorando, ho scoperto cosa mi interessava di più del percorso culturale di Pasolini, ho scoperto una sorta di metodo, di rifiuto delle soluzioni semplici e normali, di capacità di individuare cosa c'è sotto i discorsi. Nel tuo libro c'è una sorta di 'riscoperta' delle donne di Pasolini, spesso tenute ai margini della vicenda letteraria o cinematografica, eppure personaggi di insolita profondità... No, non credo. Non ho pensato di riscoprire le donne di Pasolini. Ho pensato e ho scritto che mi sarebbe piaciuto dare un seguito alle vicende dei suoi personaggi femminili, fare finta che fossero vivi e provare a immaginarli adesso, dopo tanti anni e tanti cambiamenti del mondo. Nella tua ricerca bibliografica quali sono le fonti che hai trovato più preziose, più coerenti con il tuo approccio? Tutte le fonti sono utili per cominciare a lavorare, ma ovviamente quello che ho cercato con più attenzione era un filo logico metodologico che potesse astrarre dal singolo intervento. Insomma, leggevo Pasolini (e anche la critica su Pasolini) cercando di individuare un "procedimento", un percorso, anche indipendentemente dall'argomento specifico del singolo intervento, che a volte per esempio mi capitava di non condividere. Pasolini è oggi ancora una figura disturbante o è stato definitivamente assimilato, santificato, normalizzato? Questo è un tema molto dibattuto. Io credo che Pasolini sia stato effettivamente un po' santificato. Sarebbe interessante scoprire in che misura questa santificazione, che pure è gravissima per un intellettuale che metteva in discussione tutto, non sia in parte dovuta appunto a quella sorta di contraddittorio enciclopedismo di Pasolini stesso, insomma bisognerebbe capire se il fatto che oggi si creda di sapere cosa Pasolini penserebbe su tutto quello che avviene non dipenda un po' anche dalla costanza del suo intervento sui fatti del suo tempo.