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Intervista a Francesco Falconi

altDanny Martine è nato nella tua testa molti anni fa: raccontaci qualcosa delle sue origini e della sua creazione... Il personaggio di Danny Martine e più in generale tutta Estasia, sono nati ben sedici anni fa, nel lontano 1990. A spingermi alla scrittura di un romanzo fantasy fu sicuramente il desiderio di evasione, di costruire un mondo fantastico tutto mio. Così la fantasia scaturì spontanea dalla penna e le avventure di Danny Martine presero vita. Il quadernone rimase chiuso in un cassetto fino al 2005, quando lo ripresi su consiglio di un amico. Era un periodo particolare della mia vita, non troppo felice per tristi avvenimenti familiari. Forse questo fu il motivo che mi spinse alla riscrittura di Estasia: per la seconda volta quel mondo meraviglioso era pronto a cullarmi tra i suoi sconfinati paesaggi e creature immaginarie. Bastarono pochi giorni per accorgermi che era di nuovo il mio “luogo segreto”. C’è qualche autore a cui ti ispiri in modo particolare? Senza dubbio in Estasia ci sono omaggi e spunti a topos della letteratura fantastica. I primi capitoli sono un evidente omaggio a La Storia Infinita di Ende, specie per l’Adunanza e la tartaruga Fizban. Così come Eufònio è stato scritto per ispirazione de Il Fantasma dell’Opera di Llyod Webber, e il Palazzo dell’Inverso plasmato in onore a Dante e al suo Inferno. Quando ripresi in mano in manoscritti vissi un senso di “doppia appartenenza”, una parte di esso era legato al Francesco quattordicenne, una parte al quello trentenne. Decisi di rispettare entrambi i punti di vista, lasciando così anche gli omaggi a Ende e Dante. Le fonti d’ispirazione sono spesso criticate in quanto peccano di non fornire al romanzo una vena originale. Io sono di tutt’altro avviso, specie se la re-invenzione domina le avventure pur basate su archetipi conosciuti. Tuttavia oggi la struttura del libro la costruirei con un diverso punto di vista. Tu sei un ingegnere delle telecomunicazioni, come è cambiata la tua vita dopo la pubblicazione del libro? Ti piacerebbe mollare tutto e dedicarti completamente alla scrittura? In realtà non è cambiata molto, perché continuo a interpretare la scrittura come una passione. Ciascuno di noi ha diverse priorità, sicuramente il lavoro occupa per me una delle prime posizioni. D’altro canto coltivare i propri hobby è molto importante per farci sentire realizzati. La pubblicazione è stato un evento inatteso seppur sperato, ma probabilmente avrei continuato a scrivere anche se ciò non fosse accaduto. Non mollerei mai il lavoro per la scrittura, essenzialmente per due motivi. Il primo perché il mio lavoro mi piace, mi dà soddisfazioni e mi permette di socializzare. La scrittura è in un certo senso più alienante. Secondo, siamo sinceri, in Italia pochissimi scrittori vivono solamente di pubblicazioni. Ma è vera anche un’altra cosa, la prospettiva è cambiata. Arrivano le critiche, i lettori sono più esigenti e si aspettano un miglioramento in Estasia 2. E ci sarà, in primis per me stesso. Scrivere non è una dote infusa né un dono dello spirito santo: ci vuole sudore, passione e tanta costanza. Ultimamente il genere fantasy sta conoscendo una nuova stagione di enorme successo sia in libreria, sia al cinema. Secondo te perché? Cosa riflette questa popolarità? Difficile dirlo. Io interpreto il fantasy sotto due aspetti: il primo è sicuramente il desiderio di evasione fine a se stesso, uscire dalla quotidianità e vivere i sogni dei libri fantastici. Il secondo è il messaggio che un romanzo può celare: a mio avviso il fantasy può nascondere più verità di altre tipologie di letteratura. Forse sono questi i cavalli vincenti che stanno portando alla ribalta questo genere, specie in una società che sta diventando sempre più reale e meno emotiva. E sono gli ingredienti che ho tentato, a mio modo, di mescolare in Estasia. Non sono andato mai alla ricerca di elementi di estrema originalità e non ho mai cercato di stupire il lettore con fatti mai visti. Forse accadrà, ma non in questo capitolo di Estasia. Il vero significato del libro è la riscoperta dei sentimenti più semplici e genuini della vita che la modernità addita come scontati e ghettizza in preconcetti di banalità. Per concludere concedici qualche anticipazione sul seguito delle avventure di Danny Martin: cosa nasconde il Decimo Cancello del Palazzo dell’Inverso? Cosa capiterà al nostro protagonista? Sarà l’ultimo libro della saga o progetti una trilogia? Se Estasia1 si è identificata per una trama semplice e schematica, il secondo capitolo sarà all’insegna della re-invenzione e del delirio più completo. L’apertura del Decimo Cancello sarà lo spunto per questa nuova avventura. Si arricchisce la trama, si svelano molti misteri: sarà molto più chiaro il significato del “Triadema”, la sua investitura a Bianco Prescelto, il motivo per cui quel semplice ragazzo rappresenta il fulcro su cui gira la trottola del Bene e del Male. Un libro volutamente più polemico, non mancheranno accuse profonde alla società odierna, allo starsystem, al mondo dei media. Si sferzerà contro la volontà di emancipazione sociale, lo spasmodico bisogno di sapienza, la ricerca del bene assoluto attraverso l’imposizione di leggi e strutture. Ma saremo sempre a Estasia. Forse la vera forza di questo romanzo sta nel fatto che non mi pongo come profeta del bene, ma al contrario, guardo il mondo attraverso le mie debolezze ed errori, osservo con ironia la mia immagine riflessa nello specchio del mondo, mi diverto a prendere in giro me stesso. D’altro canto non ci abbandoneranno la simpatia elettrizzante di Bolak, con un look appositamente reinventato, né l’audacia di Coran e la sua leggiadria maestosità. Si scopriranno altre sfaccettature del Danny adolescente e il mondo fantastico farà perno su personaggi nuovi di zecca. Una ragazza, forte, risoluta, spavalda è pronta a irrompere nella sua vita. Le sue fruste schioccheranno su ogni ostacolo si frapponga fra lei e la meta... Tuttavia nulla sarà rose e fiori. Frammenti di memorie sommerse affioreranno poco a poco, rivelando i meccanismi celati della storia delle Ere di Estasia. Vi anticipo un piccolo spoiler: un personaggio principale di Estasia 1 perderà la vita durante questo nuovo viaggio. Mi è dispiaciuto così tanto, che io stesso mi sono commosso mentre lo scrivevo. [caterina visco] I libri di Francesco Falconi: Estasia