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Intervista a Ji Hyeon Lee

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Edizione 2023 di Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria di Roma. C’è un gruppo di bambini molto pazienti che ascolta una giovane donna. Insieme sono catapultati nel mondo dell’illustrazione Made in Corea del Sud. Come al solito, l’atmosfera chiassosa della fiera non aiuta a concentrarsi su parole e concetti “dell’altro mondo”, sebbene attentamente tradotti in simultanea. Ma i bimbi si lasciano catturare in pochi minuti, ansiosi poi di aggiudicarsi una dedica illustrata sul nuovo albo. A parlare è Ji Hyeon Lee, nata a Seoul nel 1981. Ha pubblicato diversi libri illustrati e silent book, storie (bellissime) senza una sola parola stampata. La intervistiamo per voi.



I silent book sono libri dal potenziale enorme: adatti a lettori di ogni età e già pronti per girare il mondo senza la mediazione della traduzione. Ma come si leggono?
Sono libri senza testo ma non per questo sono semplici nell’impatto. Richiedono tempo: pian piano, guardando le immagini, la storia comincia a prendere forma. La lettura di un silent book è un processo continuo, un flusso in evoluzione.

In tutti i tuoi libri, come nell’ultimo pubblicato in Italia, L’ultima spiaggia, è presente il tema della natura e del rapporto con l’uomo che la abita. Come è vissuta la sensibilità ecologica nel tuo Paese?
Anche in Corea come qui da voi in Italia, quest’anno le temperature sono state più alte della media. Abbiamo percepito che c’è qualcosa di diverso che sta accadendo rispetto al passato. Per questo è aumentata la sensibilità verso il tema del cambiamento climatico. A scuola ci sono ore dedicate a questi argomenti per gli studenti.

Ci sono artisti a cui ti ispiri?
Tantissimi. Fra tutti, scelgo due illustratrici: un’italiana, Beatrice Alemagna, e la polacca Joanna Consejo.

Per le tue storie trai ispirazioni da altri libri, da romanzi?
No. Non tanto i libri, quanto l’arte. In Corea è molto diffusa l’attività di girare per gallerie e musei soprattutto per scoprire le novità. Lo faccio spesso anche io e in quei luoghi trovo molta ispirazione.

I LIBRI DI JI HYEON LEE