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Intervista a Malachy Tallack

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Autore di romanzi, saggi, articoli e canzoni, l’isolano Malachy Tallack – così ama definirsi – mostra la sua sensibilità attraverso la scrittura. Non si lascia scoraggiare dalle intemperie quando viaggia, in fondo è abituato ai rigori del nord, ama immergersi nella natura e scoprire cosa ha da offrire. È innegabile, sono le esperienze più intense vissute da giovanissimi a determinare le scelte che facciamo e il modo in cui le mettiamo in atto, ma non tutti sono abili nel raccontare con sincerità e chiarezza ciò che provano in relazione con il mondo che li circonda. Tallack sì ed è per questo che ci auguriamo di leggere presto altre sue opere. Intanto, lo abbiamo intercettato in occasione de I Boreali - Nordic festival 2024. La foto è di Paul Bloomer.



Quando hai capito che scrivere era la tua strada?
Ho sempre scritto, fin da quando ero molto giovane. Prima erano poesie, poi canzoni. Finalmente, intorno ai vent’anni, ho capito che desideravo scrivere qualcosa di più lungo. Avevo l’idea di questo libro già da tempo e ho deciso che era il momento giusto per fare un tentativo. Avevo già praticato un po’ di giornalismo, ma mai niente del genere. Quindi è stato un esperimento, in parte, per vedere se potevo farlo e per togliermi finalmente l’idea dalla testa.

A livello pratico, quanto è stato impegnativo organizzare il viaggio che hai raccontato ne Il grande Nord? Hai qualche consiglio per chi desidera intraprendere un’esperienza analoga?
Ho effettuato i viaggi nell’arco di quattro anni. Questo per una serie di motivi. In primo luogo, volevo inserire nel libro un ciclo di un intero anno: la primavera in Groenlandia, l’estate in Nord America, l’autunno in Russia, l’inverno nei Paesi nordici. Quindi aveva senso fare un viaggio, poi tornare a casa e scriverne prima di compiere quello successivo. Inoltre mentre scrivevo stavo anche lavorando, quindi non era possibile partire per un periodo molto lungo. Partire e tornare mi ha anche aiutato a pensare a ogni luogo in maniera più approfondita e distaccata. Mi ha dato l’opportunità di avere materiale fresco nella mia mente quando scrivevo. Il mio consiglio più grande, se qualcuno è interessato a scrivere un libro di viaggio, è di viaggiare da solo. Il genere di pensieri che si condividono con un compagno sono i pensieri che si devono condividere con il proprio quaderno. Scriverete molti più appunti se non siete in conversazione con qualcuno. A volte, come viaggiatore solitario, ci si trova in situazioni anche più interessanti. Ma il consiglio che do a chi volesse viaggiare, ma non intendesse scriverne, è di non andare da solo! Ti divertirai di più.

La tua connessione con la natura è molto intensa; ti consideri uno scrittore naturalista?
La scrittura naturalistica mi influenza molto, ma non ho particolare interesse per l’etichetta in sé. Il mondo naturale mi interessa quanto, se non più, del mondo umano, ma la cosa che mi interessa maggiormente è il modo in cui questi due mondi si legano l’uno all’altro.

Ti piace pescare e hai scritto un libro sull’argomento. Puoi raccontarci di questa passione e di quello che significa per te?
Come molti hobby, anche questo mi ha trovato quando ero molto giovane. Avevo solo otto anni la prima volta che mi hanno portato a pescare. Non mi sembrava solo emozionante, ma magico. Il fatto di poter far uscire dall’acqua queste splendide creature mi pareva una cosa straordinaria e lo è ancora. Non sono più ossessionato come un tempo, ma ho scritto il libro sulla pesca perché volevo analizzare il modo in cui un’attività come questa – essenzialmente inutile – possa essere così affascinante.

Che ruolo ha la musica nella tua vita? Hai qualche progetto in questo campo per il futuro?
La musica è stata il mio primo amore e per molti anni non ho voluto fare altro che ascoltare musica, scrivere musica e suonare. Quando ho iniziato a scrivere libri, ho avuto meno tempo per scrivere canzoni, ma recentemente ho ricominciato a farlo. Ho appena terminato un nuovo romanzo che sarà accompagnato da una colonna sonora: dieci canzoni che ho scritto per il personaggio principale. È stato bello poter finalmente unire queste due cose.

Quali sono le tue fonti di ispirazione? Ci sono scrittori e musicisti che sono particolarmente importanti per te?
Ci sono molti scrittori e musicisti che sono importanti per me e spesso mi sento ispirato dal loro lavoro. Ma cerco di leggere e ascoltare molto, per imparare da quante più persone possibile.

Insegni scrittura creativa. Puoi dare un consiglio ai lettori italiani che sognano di pubblicare un libro?
In primo luogo, la scrittura è come qualsiasi altra abilità: si migliora con la pratica. La prima cosa che scriverete non sarà buona come la seconda, imparerete dai vostri errori. In secondo luogo, non si può diventare un buon scrittore senza essere anche un buon lettore. Quando vi imbattete in un libro che vi piace, pensate a come l’autore ha ottenuto ciò che ha realizzato. Imparate a leggere come uno scrittore.

I LIBRI DI MALACHY TALLACK