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Intervista a Natasha Korsakova

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Il quotidiano “Süddeutsche Zeitung” ha definito “un’esperienza di ascolto peccaminosamente bella” Natasha Korsakova che suona il suo violino. Ho avuto la fortuna fare questa esperienza a BookCity Milano 2023 durante il quale, in occasione della presentazione del suo ultimo libro – un giallo ambientato nel mondo della musica classica – la violinista ha eseguito tre brani dai quali era impossibile non essere catturati, specie La follia di Corelli. Ma è della sua carriera di scrittrice che Korsakova ha parlato con noi.



Come mai hai deciso di avere come protagonista del tuo Ultimo concerto romano un uomo, Dionisio, anziché una donna? È stata una scelta “inconsapevole” o c’è un motivo preciso?
Penso sia stata una scelta spontanea. Nella mia testa lui assomiglia a una persona della mia famiglia, che è un maschio… è stato un momento davvero interessante perché ho visto Dionisio proprio davanti, una specie di apparizione. Da lì non ho più avuto il dubbio che dovesse essere questa persona.

Dato che la presentazione che hai appena terminato è stata in italiano, che evidentemente è una lingua che padroneggi bene, pensi che nei prossimi romanzi proverai a cimentarti direttamente con la scrittura in italiano?
In realtà non ho mai imparato correttamente l’italiano. L’ho appreso ascoltandolo e parlandolo… mai dire mai, ma ora non immagino di scrivere un romanzo in italiano. In tedesco ormai mi sento molto sicura, parlo meglio il tedesco che l’italiano, anche la grammatica è migliore.

Un paio di domande più generali. Parliamo anche della tua altra passione, la musica. Tra questa e la scrittura, cosa preferisci? Ti emoziona più scrivere o suonare? E qual è a tuo parere lo strumento per arrivare di più al pubblico, le parole o la musica?
In questo momento della mia vita 50 e 50. Suono il violino da quando ho cinque anni e scrivo invece dal 2016. Mi emoziono di più quando le persone parlano dei miei personaggi, dicendo cose come “Ah, ma è Dionisio che si esprime così” o “È Roberto che agisce in questa maniera”: nonostante le pubblicazioni questa è ancora un’emozione indescrivibile. Devo dire anche che però godo molto di più nel suonare da quando ho iniziato a pubblicare romanzi.

Nel futuro ti vedi ancora violinista e scrittrice?
Non escludo né l’uno né l’altro, mi vedo ancora così. Spero che le idee non finiscano per fare nuovi libri.

Qual è il tuo personaggio preferito di questo tuo ultimo libro e perché?
La violinista, ma altro non posso dire perché altrimenti faccio spoiler. Poi sono molto amica di Roberto Del Pino, condividiamo la stessa passione per il cibo.

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