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Intervista a Sabrina Capriotti

altIl tema della pedopornografia e della violenza sessuale (anzi, della tortura!) su bambini è molto lontano dalla sensibilità femminile. Come mai hai scelto proprio questo tema per il tuo romanzo d'esordio? Penso che la pedopornografia sia un argomento che spaventa a tal punto la sensibilità femminile da arrivare, paradossalmente, a portare la donna ad una chiusura quasi totale. Mi spiego: ogni donna e in particolare ogni mamma, credo sia letteralmente terrorizzata dall’idea che i propri figli, possano un giorno imbattersi in criminali di tale, lucida portata. Dico questo perchè ho notato che in genere, soprattutto chi è già mamma di bambini di età compresa tra gli zero e i quindici-sedici anni, non incentra quasi mai un discorso su questo argomento, ma se portata a parlarne, è in grado di svelare tutto l’orrore che prova al riguardo, portando esempi di fatti di cronaca avvenuti anche tanti anni fa. Questo ricordare così nitidamente tali episodi, mi porta a credere quello che ho affermato sopra. Io stessa, come mamma ho scelto questo tema per esorcizzare, almeno in parte, la paura. In più hanno contribuito alla mia scelta la quantità di notizie di cronaca nera che troppo spesso, come cancri maligni, si attaccano alla nostra mente, al nostro cuore e alla nostra coscienza attraverso i giornali e la televisione. La maggior parte dei lettori italiani sono donne, mentre la maggior parte degli scrittori sono uomini. Serve un'inversione di tendenza? Credo che le donne possiedano delle potenzialità, che se equilibrate con la profonda sensibilità di cui sono dotate, siano assolutamente in grado di innescare una vera inversione di tendenza, a tutto campo. Ma dovrebbero farlo sempre usando il buon senso, senza scorciatoie. Quello di Fabio Ferri è uno dei personaggi più tormentati e contraddittori che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. Puoi raccontarcene la genesi? E’ molto difficile per me raccontarti la genesi, perchè ho avvertito Fabio Ferri in maniera molto nitida, ma anche confusa: è stato un’insieme di sensazioni, emozioni e immagini che mi hanno permesso di entrare nel personaggio e di “convivere” con lui per un lungo periodo di tempo. Una volta “dentro” al personaggio sono riuscita a “sentire” i suoi stati d’animo nelle diverse situazioni senza alcuna difficoltà. Fabio Ferri non è un personaggio costruito a tavolino, ma è figlio della fantasia, delle sensazioni e delle emozioni che sono maturate nel tempo, con l’ausilio delle informazioni raccolte ed elaborate dalla mia personalità. Forse è proprio questo che gli da quel marchio caratteriale così forte e intrigante. Ci sono scrittori o scrittrici ai/alle quali guardi con più attenzione, dei modelli? Gli autori che leggo di più, per quanto riguarda questo genere, sono Grisham e Deaver, perciò direi che ho “utilizzato” i loro libri come punti di riferimento. A cosa stai lavorando in questo momento? L’idea è quella di scrivere ancora sul tema della pedofilia. Fabio Ferri è un personaggio che sta ancora crescendo, quindi tornerà. [david frati]