Intervista a Sabrina Passerini

Sabrina Passerini
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Sabrina è una giovane donna che sorride, piena di riccioli, con uno sguardo intenso e un sorriso luminoso. Qualcuno potrebbe pensare che sia solo l’attrice di un film che racconta una vita difficile, piena di paure e di violenza. Invece la protagonista è proprio lei.


Il tuo libro Maledetti uomini! comincia con la precisazione che si tratta di una storia vera: è la tua?
Purtroppo sì, è proprio la mia storia, la storia di una donna che ne ha passate di tutte i colori e che in qualche modo ne è venuta fuori.


La tua scrittura è secca, diretta, senza ammorbidimenti e scevra di retorica. Eppure comunichi una sottile dolcezza, sempre presente nel fondo. Che cos'é? Speranza, amore o cosa?
Beh, questa sono io, una donna semplice, secca, diretta, piena di speranza e di amore. Se son riuscita ad essere quella che sono, nonostante tutto, ed a comunicare questo, spero di riuscire anche a dare ad altre donne la forza ed il coraggio di dire BASTA per riprendersi la propria vita senza mai smettere di credere nell'amore.


Il libro è dedicato in particolare a chi ha sofferto e soffre le dinamiche di violenza casalinga, con l'invito a dire Basta. Secondo te, perché esiste ancora tanta violenza contro le donne, cosa manca nella società di oggi e quali sono gli aiuti che dovrebbero essere offerti?
Purtroppo ci sono persone prepotenti e violente a cui piace sottomettere e maltrattare i più deboli; che siano donne, bambini o animali non fa differenza: prendersela con chi non si sa o non si può difendere è da vigliacchi ed il mondo di questi ne è pieno. Molte violenze casalinghe vengono consumate nel silenzio delle quattro mura, chi sa fa finta di non sapere, chi sente fa finta di non sentire. Purtroppo la giustizia è lenta e non tutela abbastanza, a volte nemmeno risolve e questo fa sì che molte donne non abbiano nemmeno il coraggio di provarci in quanto hanno paura che le conseguenze per loro siano peggio, e spesso è così.


C'è stato qualche commento al libro che ti ha irritata?
Beh, io personalmente sono alla mia prima esperienza, non ho la presunzione d'aspettarmi solo commenti positivi e poi, come tutti i libri, può piacere o meno. Scrivere questo libro per me è stato, fondamentalmente, un atto liberatorio: svuotando l'armadio da ogni scheletro e mettendomi a nudo ho cancellato tutta la sofferenza che mi sono trascinata per anni. Se poi riuscirò anche ad aiutare almeno solo una di noi sarò soddisfatta.


Scriverai ancora? E di cosa?
Sì, sto buttando giù la bozza del secondo libro, con molta calma però. Vorrei prima capire come va il primo. Il genere? Diciamo solo.... piccante!

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