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Intimità senza contatto

Intimità senza contatto

L’epoca senza contatto è iniziata quando lei era ancora una bambina. Succede che un giorno delle voci apatiche prendono il controllo dei telegiornali e sentenziano che il contatto fisico sarà proibito da quel momento in poi. A parlare è l’intelligenza artificiale che ha appena preso il controllo dell’intero pianeta. Sostiene che il contatto trasmetta dei virus rischiosi e delle emozioni nocive per l’uomo quali infelicità, depressione, ansia. Nemmeno ai bambini è concessa più la carezza della madre e lei lo imparerà a sue spese. Quando viene fatto l’annuncio, la madre infatti è proprio seduta accanto a lei in cucina. La guarda con terrore, allontanandosi poco alla volta. Quei pochi centimetri le sembreranno una distanza infinita per tutta la vita. Oggi è adulta e la sua esistenza si è adattata all’AI che la governa. Affronta un colloquio per una prestigiosa posizione lavorativa presso uno stabilimento di “esperienze sintetiche”. Qui si producono emozioni e ambienti, come il mare e il suo suono, che possono essere acquistati e utilizzati all’occorrenza. Eppure, la sensazione del contatto fisico non è in commercio. Lei si chiede perché. Come mai sentire il rumore degli uccelli che cantano in una foresta dovrebbe essere più terapeutico del calore di una carezza umana sul viso? Lo chiede ai robot che la stanno scrutando durante il colloquio, ma non riceve alcuna risposta. La conducono piuttosto nel laboratorio in cui queste esperienze vengono prodotte: centinaia di corpi artificiali sospesi, utilizzati per la produzione di esperienze sensoriali. Eppure, presto scoprirà che non solo le emozioni possono essere disumanizzate, ma anche gli umani stessi. La consapevolezza le arriva il giorno in cui scopre di essere stata accettata per sottoporsi alla cosiddetta “ibridazione bio-sintetica”. Ha un nuovo corpo simile a quello umano, ma privo di organi sessuali, capezzoli, aperture corporee e persino dolore. Le è stata anche data una “metà bio-sintetica”, un’entità androide identica a lei che la accompagnerà per sempre. Eppure, lei non aveva mai fatto richiesta per il programma…

Lin Hsin-Hui è una scrittrice taiwanese, vincitrice di premi letterari prestigiosi in patria. È stata allieva di Allieva di Chi Ta-wei, autore di Membrana. È lei stessa a dire in un’intervista concessa proprio a Mangialibri:“Il mio interesse per l'esplorazione dei confini tra umani e non umani è stato profondamente plasmato dal suo lavoro e da un seminario che ho tenuto con lui”. E proprio come il suo mentore, anche Lin Hsin-Hui si concentra sulle intersezioni tra letteratura, tecnologia ed ecologia. Intimità senza contatto è il suo esordio. La protagonista della distopia che leggiamo non viene mai indicata con un nome di battesimo. Questo lascia intendere un’ulteriore disumanizzazione portata dall’intelligenza artificiale, che è il tema al centro della storia. È proprio l’AI infatti a governare il mondo, decidendo che il contatto fisico è proibito. Per i più fortunati, coloro che potranno sottoporsi all’ibridazione bio-sintetica, l’unica compagnia intima sarà quella della loro copia androide, la metà bio-sintetica. Solo da questa copia potranno essere toccati, liberi però dalla percezione di qualsiasi stimolo sensoriale. Liberati finalmente dal pericolo che il contatto porta con sé. Le sensazioni e le emozioni sono pericolose per le AI che, senza di esse, possono agire indisturbate e insinuarsi nella vita degli umani. D’altronde, come si può combattere il senso di umanità che arriva dall’intimità, dalla speranza, dall’amore? Non c’è modo, se non vietandolo. Il paragone con l’attualità è quasi spaventoso e porta a riflettere a fondo su ciò che ci sta accadendo. Arriverà forse un momento in cui penseremo di essere disposti a rinunciare alle nostre emozioni e sensazioni pur di vivere l’esistenza agevolata che l’AI ci potrebbe dare? L’autrice tenta di rispondere a questa domanda portando nelle pagine uno scenario estremo che, tuttavia, non ci sembra così irraggiungibile.

LEGGI L’INTERVISTA A LIN HSIN-HUI