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Io ero l’Africa

Io ero l’Africa
Bianca è una bimba curiosa e vivace. Sempre pronta a porgere domande, a voler ascoltare le storie che gli adulti le raccontano. Ama particolarmente le storie ascoltate sulle ginocchia del nonno e della nonna: è l’Africa che l’affascina. O almeno l’Africa che viene tratteggiata dalle parole dei suoi nonni. Teo è un vecchio contadino in mezzadria che non riuscendo più con la sola terra a mantenere i suoi quattro figli, decide di partire per la Somalia portandosi dietro la moglie, Angela, avendo l’opportunità di coltivare un pezzo di terra tutto suo. È l’anno 1954, e i due lasciano i figli ormai grandicelli in Italia: Dante per finire le scuole superiori, Lorenzo al secondo anno di ginnasio, Tito alle medie ed Elsa, l’ultima…
Io ero l’Africa è un romanzo intenso, a metà strada tra la saga familiare e il reportage memorialistico su quelle che sono state le esperienze degli emigrati italiani nel continente Nero. Roberta Lepri con delicatezza e uno stile estremamente piacevole e scorrevole, tenta di descrivere l’Africa: operazione complessa e quasi impossibile tanto diverso e ricco di milioni di sfaccettature e contraddizioni è quel mondo. Ma è la “sua” Africa che l’autrice ha l’urgenza di farci conoscere, quella che ha potuto sognare attraverso i racconti dei suoi familiari: realmente i suoi nonni, di origine umbra, sono emigrati in Somalia. Chi ha avuto la fortuna di essere stato, anche solo per un po’, in quei paesi rinnoverà il suo “mal d’Africa”; a chi invece non c’è mai stato vien voglia di partire, di perdersi nella bellezza di quei tramonti.