Salta al contenuto principale

Io odio la gente

Io odio la gente
Se durante un viaggio in aereo per lavoro preferite sedervi vicino a due sedili non occupati, se delle riunioni preferite la fine, se apprezzate il vostro capo soprattutto quand’è in vacanza o se gioite quando un vostro collega chiama per dirvi che sta male o che si è appena licenziato, bene, è molto probabile voi siate il tipo di persona che, sul posto di lavoro, odia genuinamente gli altri. E non c’è da preoccuparsi. Ammetterlo è un buon inizio per arrivare ad essere dei Solisti, e questa non è una cosa da nulla. Il Solista è capace di evitare le persone che odia di più al mondo, i così detti Altamente Indesiderabili, soggiogandoli, convertendoli alla propria causa, aumentando la produttività e diventando la stella polare per gli altri colleghi e l’orgoglio dei propri capi, trasformandosi ben presto in imprenditore di successo. Ma per poter raggiungere il Nirvana lavorativo è necessario prima di tutto individuare chiaramente la tipologia di nemico che vi fronteggia. Perché tra i vostri colleghi potrebbe annidarsi uno Stopper, che ha una risposta negativa per tutto, oppure il Baro, capace di manipolarvi con i suoi giri di parole, o il Buldozzer, violento ed arrogante. Oppure potreste dover fronteggiare Il Falso-Come-Giuda, la Iena-Ridens, il Ti-Rubo-Solo-Un-Minuto, il Fuffologo (anima nera del Tuttologo, ma con conoscenze fallaci e fuorvianti). La missione del Solista è quella di lavorare in autonomia, ricercando concentrazione ed ispirazione. Perché il vero business è come una canzone: va creato e composto raccogliendo al volo quell’attimo fuggente che potrebbe non tornare mai più. Perciò ogni distrazione è severamente vietata, ogni collega pronto a chiedervi un favore un avversario da combattere. Confutando le tendenze moderne di creazione di un team di persone che lavorano ad un progetto in modo cacofonico, il Solista tende a ricercare solo altri Solisti, creando un piccolo ensemble in grado si sfornare idee vincenti con poche teste pensanti ed autonome…
Dopo Il Metodo Antistronzi di Robert I. Sutton, ecco un nuovo manuale pratico per chi si sente frustrato e limitato dai propri colleghi d’ufficio. E’ soprattutto una guida per chi in ambito lavorativo vorrebbe ma non può, per chi non osa dare risposte avventate e coraggiose al proprio capo, cercando la tana sicura di un lavoro di routine piuttosto che il successo meritato ed ispirato. Io odio la gente è un’americanata pazzesca, che sfoggia studi e frasi forti, percentuali ed interviste nelle quali perfetti sconosciuti imbucati dentro open-space di multinazionali grandi come pianeti emergono dalla bolgia impiegatizia grazie ad intuizioni, prese di posizione, risposte azzeccate, idee geniali tirate fuori dal cassetto e messe in mostra. Il sogno americano, appunto, di eccellere e primeggiare sopra tutti, distinguendosi dagli altri, mettendosi in mostra per sbancare ed ottenere tutto dal proprio lavoro. Certo, l’Italia medio piccola, fatta di impiegati di provincia, abituati ad imprese a conduzione famigliare, stenterà a riconoscersi appieno, intravedendo nei profili psicologici dei nemici o in quello dei Solisti la propria immagine distorta o quella dei propri colleghi. In questo libro ogni definizione viene rafforzata da esempi lungimiranti costruiti su riunioni di approvazione del budget, brainstorming di reparto, scrivanie-loculo in batterie da mille al piano, mentre qui nella terra del caos e del cicaleccio gli impiegati si arrabattano, per la stragrande maggioranza, in stabilimenti di cinquanta persone in tutto, laddove poliedrici omini tuttofare potrebbero trasformarsi da operai scansafatiche in salvatori della patria aziendale in due minuti di orologio, senza nemmeno capirne la ragione. Comunque, per chi volesse ricercare le ragioni della propria insoddisfazione lavorativa ecco un libro, un sito internet (www.odiolagente.com), un set di gadget e promemoria utili a 'scremare' i vostri colleghi, suddividendoli in persone Altamente Indesiderabili e Solisti potenzialmente alleati.