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Io ragiono con il cuore

Io ragiono con il cuore

Alle 8 e mezza di una tipica mattina romana, Sabrina e suo marito Massimo scoprono che il figlio Nino, di tre anni e mezzo, ha un disturbo misto dello sviluppo. Sabrina non sa cosa significhi, ma la ricerca in internet le toglie subito ogni dubbio: si tratta di una forma di autismo. Nino in effetti è diverso dagli altri bambini: non parla, ma cita intere frasi di cartoni animati a memoria, a volte soffre di attacchi isterici. E così inizia una nuova vita per tutti: Nino comincia la terapia – il diurno terapeutico – con altri quindici bambini seguiti da cinque terapisti; poi è costretto a fermarsi per undici mesi prima di poter riprendere le cure perché il servizio sanitario pubblico è oberato di lavoro, nonostante nel caso di Nino sia fondamentale agire subito; il matrimonio non resiste e si sfalda a poco a poco; Sabrina lascia il proprio amato lavoro per aiutare il figlio; fa nuove conoscenze; scopre nuovi mondi; si barcamena tra terapie alternative e visite private costose quanto inefficaci; si scoraggia, si deprime e si incupisce per la paura che Nino non possa imparare a leggere, a scrivere, non possa amare, avere una famiglia; si interroga sul perché sia capitato proprio a lui, proprio a lei. Finché poco per volta arrivano i primi insperati progressi del bambino e Sabrina torna a sorridere...

Sabrina Paravicini è nota al pubblico come regista e attrice, ma in questo romanzo si mostra sotto una nuova luce. Lei stessa distingue la sua vita in due fasi: la prima fino ai tre anni di Nino, suo figlio; la seconda inizia quando scopre che Nino è affetto dalla sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo ascrivibile ai disturbi dello spettro autistico. L’autrice racconta cosa significhi crescere un figlio autistico, le difficoltà, le ansie, le immense soddisfazioni: è una crescita che riguarda non solo Nino ma anche Sabrina, che inizia a guardare il mondo con occhi nuovi. Una condizione, quella di chi soffre di autismo, invalidante da un punto di vista medico, ma non necessariamente esistenziale: Nino va a scuola, fa sport, gioca con gli amici, viaggia per il mondo e sogna in grande, sostenuto dalla madre che lo cura con la medicina più semplice in assoluto: l’amore. Il punto di vista “privilegiato” di cui l’autrice e il figlio “godono” li ha spinti a realizzare un progetto incredibile: un film sulla diversità dal titolo Be Kind – Un viaggio gentile all’interno della diversità (2019). Si tratta di un documentario nel quale Nino intervista, con la gentilezza che è solo sua, persone che sono esponenti delle più diverse diversità. Come il film - pluripremiato e ottimamente recensito -, il libro non cede mai al patetismo, al vittimismo, ma fa riflettere su tanti luoghi comuni e tanti pregiudizi ricordando che se esiste un modo giusto per guardare al diverso è tutto racchiuso in una frase che Nino ripete sempre: “la diversità è come un elefante con la proboscide corta: è una rarità”.