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Io & Rhett

Io & Rhett

È un pomeriggio di fine gennaio. La sua collega le porta a casa Rhett, otto anni e dodici chili di gatto il cui precedente proprietario è morto all’improvviso. Chiara vive sola a Milano e, tra lavoro e presentazioni dei suoi libri in giro per l’Italia, non è mai a casa. Quindi non ha proprio tempo per occuparsi di un animale. E poi, a dirla tutta, ha paura di quel legame e teme che il gatto possa finire per prendere il posto del figlio che non ha mai avuto. Perciò, patti chiari e amicizia lunga: terrà l’animale non oltre un paio di mesi. E, per essere ancora più coerente con se stessa, guardando il gatto gli fa presente a voce alta che lui non sarà mai come un figlio per lei. E il gatto le risponde. Eh, già. Proprio questa è la cosa singolare: Rhett le parla e non esita a farle presente che la mancanza di qualsiasi legame di parentela tra i due è evidente, dal momento che lui è di gran lunga più bello di lei. Insomma, dopo un periodo di accomodamento - durante il quale l’animale se ne sta dapprima nascosto dietro il bidet, poi si rifiuta di avvicinarsi al cibo che lei ha acquistato per lui - di circa una decina di giorni, Rhett diventa esattamente il figlio che Chiara non ha mai avuto e la sua casa, quella acquistata con un mutuo trentennale e arredata con sacrifici inenarrabili, diventa la sua (di Rhett) casa; il letto di Chiara diventa il suo (di Rhett) letto e la stessa cosa dicasi per il divano. Quando l’Italia viene colpita dalla pandemia di COVID-19 e Chiara e Rhett sono costretti in casa, lei inizialmente si trascina tra le stanze con il solito pigiama addosso e si sente un leone in gabbia. Non sa che fare e Rhett le suggerisce di smetterla di lamentarsi e di occupare questo tempo sospeso per cominciare a capire cosa davvero le piaccia e cosa la renda felice. Ci sarebbe un’altra cosa, poi, che Chiara dovrebbe fare con una certa urgenza: lavarsi...

Cosa accade quando un gatto diventa un coach, fornisce utilissimi consigli che aiutano a fuggire dalla propria comfort zone e indirizza verso il modo più corretto per guardare a se stessi e alla propria vita, rivoltandola come un calzino e ripartendo da una consapevolezza nuova? È quanto racconta Chiara Moscardelli - autrice romana di successo, da tempo trapiantata a Milano, che non ha affatto bisogno di alcuna presentazione - nel suo ultimo lavoro. Dopo diversi anni e altrettanti romanzi, la Mosca - così viene affettuosamente chiamata dai numerosissimi follower delle sue pagine social, esilaranti - torna alla biografia e lo fa raccontando del suo incontro, del tutto contingente e neppure troppo ben accettato all’inizio, con un gatto determinato e dalle idee chiare, che diventa ben presto il centro della sua vita e il dispensatore dei consigli più fastidiosi, utili e illuminanti. E siccome i guai, così come i cambiamenti, si sa, non viaggiano mai soli, insieme a Rhett nella nuova realtà di Chiara arrivano il licenziamento da un lavoro condotto per anni, l’apertura della partita IVA e l’inizio di una nuova avventura professionale e, ultimo ma non meno devastante, lo stravolgimento legato alla pandemia da Covid 19. Mille problemi, quindi, mille nuove sfide da affrontare e un isolamento forzato che, se da un lato porterebbe a impigrirsi, dall’altro impone parecchie domande sulla propria esistenza e spinge a cercare altrettante risposte accettabili. Rhett, in tutto questo, è una sorta di grillo parlante un po’ impertinente, un po’ egoriferito e un po’ tenero, che si infila sottopelle e conquista completamente la Moscardelli, che fa di lui, esattamente come aveva temuto all’inizio, il figlio che non ha mai avuto. E se il finale è amaro, poco importa. La vita, si sa, è fatta di gioie ma anche di molto dolore. Non importa, quindi, se certi legami sono costretti ad allentarsi, o quanto meno a farlo secondo i parametri più superficiali legati al concetto. La realtà è ben diversa: certi incontri sono destinati a durare per sempre, vanno oltre la corporeità e si fanno unioni di spiriti affini, che respirano in sincrono e si supportano e confortano a vicenda. Ecco perché Rhett se ne starà sonnecchiando sul letto di Chiara per mille anni a venire; ecco perché i suoi consigli Chiara se li è impressi nel corpo in mille tatuaggi che parlano direttamente al suo cuore. Ecco perché la Moscardelli è grata alla vita, che le ha regalato un compagno come Rhett, impegnativo e irresistibile, petulante e saggio, odioso e sincero. Esattamente come la vita, appunto.