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Io sono il loro silenzio

Io sono il loro silenzio

Di fronte: la Sagrada Familia; dietro: un tetto spazzato dal vento; sotto: svariati piani e solo aria a separarla dalla strada dove due volanti della polizia si sono appena lanciate a sirene accese. È una situazione un po’ strana quella in cui si ritrova Eva, giovane psichiatra appena sospesa dall’albo per i suoi comportamenti inappropriati. Per lei i ruoli si sono appena invertiti: ora è la paziente del dottor Llull, un luminare che deve esaminarla per capire se può tornare a esercitare oppure no, se la sua condotta personale pregiudica il lavoro. Per questo Eva deve concentrarsi e tornare alla normalità, evitare strane piazzate come quella di scappare dallo studio e affacciarsi sul bordo del cornicione del palazzo, evitare anche di raccontare al dottore delle voci che sente nella sua testa, le parole donne della sua famiglia che da sempre la accompagnano consigliandola e commentando le sue azioni. Quello che però non può evitare di raccontare è la sua settimana, iniziata con il ritrovamento di un cadavere e conclusa con la scoperta dell’assassino di Francesc Monturos, esponente di una ricca famiglia di produttori di pregiato vino Cava, ritrovato morto pochi giorni fa…

Jordi Lafebre in Italia era noto per la sua collaborazione con Zidrou, con il quale ha realizzato i due volumi di Un’estate fa, divertente saga leggera e scanzonata, ma anche in veste di autore unico con Nonostante tutto. In questo nuovo fumetto dimostra di saper mantenere il suo talento al disegno, con tavole colorate ed espressive seppure abbastanza convenzionali nella narrazione. A ciò aggiunge una maestria nella sceneggiatura, che unisce giallo e commedia in una storia ambientata in Catalogna, a Barcellona e nei suoi dintorni. A dire la verità la città non è così protagonista, visto che la maggior parte delle vicende si svolgono nella tenuta di campagna dei Monturos o al massimo al molo, dove Eva si apposta per raccogliere indizi sull’attività industriale del gruppo familiare, convinta che il delitto abbia motivazioni di natura economica. Eva, detective improvvisata, si rivelerà alla fine meglio informata della polizia che le aveva intimato di non immischiarsi e saprà arrivare alla verità per prima, forse anche perché partiva avvantaggiata: prima di essere sospesa dal lavoro aveva in cura Penelope, la più giovane dei Monturos, una ragazza ansiosa e con una scarsa autostima. Come in ogni buona detective story però, il finale cambia le carte in tavola e il colpo di scena rovescia ogni sospetto e deduzione che il lettore poteva aver fatto fin qui.