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Io sono la mela - Una storia di Saffo

Io sono la mela - Una storia di Saffo

Cleide è sul letto stremata: dopo un lungo travaglio e tre figli maschi è arrivata una bambina che, come tutti i neonati, le ruberà sonno, pace e un po’ di sé stessa. Questa però è una bambina particolare: è scura, ricciolina, con due grandi occhi neri che osservano già tutto. Scamandrio, il marito, le ha detto solo questo: “È scura”. “Certo che lo è” - pensa Cleide - “Lo sei anche tu che sei suo padre”. Ma un uomo non viene certo giudicato per il suo aspetto, per una donna invece è diverso: una bambina deve già assomigliare a una piccola dea, con capelli d’oro e occhi chiari, così la sua vita sarà più semplice, verrà ammirata e apprezzata in una società in cui le donne contano ben poco. Alla moglie Scamandrio lascia il compito di dare un nome alla piccola: così Cleide sceglie per questa bambina già così curiosa il nome Saffo che significa “sapiente” ma anche “zaffiro”, quindi “una gemma sapiente, una pietra che parla”. Saffo cresce nel gineceo, una zona appartata della casa lontano dagli uomini e dai fratelli maschi, seguita da Filide la vecchia bambinaia che non riesce a tenere a bada una piccola tanto vivace. Crescendo Saffo si accorge che questo mondo al femminile è troppo angusto e limitato per la sua personalità, che avrebbe bisogno di incontrare tante persone, di vedere tante cose e tanti luoghi che le sono preclusi in quanto donna: è così che comincia a “evocarli” attraverso la scrittura, la composizione di piccole poesie in cocci di vasi rotti. E allora sogna e viaggia con la mente, sperando che il suo cuore un giorno possa essere toccato da qualcuno e assaporato come una mela rossa, pronta per essere colta...

Beatrice Masini racconta la storia di Saffo mescolando le poche notizie che abbiamo sulla poetessa greca con elementi di fantasia che restituiscono una figura di donna indipendente, vivace e consapevole che riesce a realizzarsi anche in un mondo dominato esclusivamente dagli uomini. Saffo non solo trova la strada per esprimere sé stessa e vivere con pienezza le proprie emozioni, ma, dopo aver compiuto il cerchio della vita, ottiene l’immortalità grazie ai suoi versi che continuano a vivere anche dopo la sua morte, come le suggerisce l’amico Alceo. La Saffo della Masini è un personaggio particolarmente moderno che continua a elargire il suo insegnamento anche oggi, come faceva con le fanciulle di buona famiglia di Mitilene: il suo è infatti un esempio di coraggio, ma soprattutto di resilienza all’interno di una società che non concedeva alcuno spazio alla creatività femminile. Questa Saffo somiglia a tante giovani donne che ancora oggi lottano per i propri diritti troppo spesso violati anche nella nostra società del benessere o in luoghi nemmeno troppo lontani, dove persistono scenari di guerra, di violenze e di soprusi: tante sono le donne che resistono ogni giorno e cercano di “salvarsi” attraverso l’arte (come Shamsia Hassani, la prima artista di strada afghana che si fa portavoce del dramma vissuto dalle donne nel suo paese). Le bellissime illustrazioni di Pia Valentinis impreziosiscono il racconto: la purezza delle immagini, la sobrietà dei colori che si animano con la storia, la delicatezza delle figure e delle composizioni ci riportano in un’epoca lontana la cui poesia parla ancora ai nostri cuori.