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James Bond 007 - Rinnovo di licenza

James Bond 007 - Rinnovo di licenza

Stavolta la convocazione di M ha letteralmente sorpreso Bond. Era giusto in procinto di recarsi da una sua amica di vecchia data – bella e nubile – quando ha dovuto invertire la rotta della sua Saab 900 e recarsi di corsa dal suo capo. M prima di arrivare al nocciolo della questione ci tiene a informare Bond che i servizi segreti britannici, e soprattutto la sezione 00, sono sotto attacco da parte del nemico più subdolo e tenace che ci sia: la politica. Il Paese non se la passa troppo bene e Whitehall ha ritenuto eccessive le spese destinate a finanziare le obsolete logiche del Servizio Segreto di Sua Maestà, servizio che dovrebbe perseguire obiettivi più realistici e adeguati al cambiamento dei tempi. Bond e M sono entrambi dispiaciuti di queste considerazioni, soprattutto dopo anni spesi a rischiare la vita per combattere gli arcinemici del controspionaggio russo, ma purtroppo, o per fortuna, gli ordini non si discutono. Ad ogni buon conto, stavolta M è disposto a mettere a tacere le richieste della politica e a prendersi la responsabilità di affidare a Bond una delle solite, “obsolete” missioni per cui è richiesta la licenza di uccidere. Da fonti certe infatti risulta che il superterrorista noto esclusivamente con il nome di Franco stia ripetutamente incontrando un ricco e strano fisico nucleare, Anton Murik. Quest’ultimo, reputato una delle menti più brillanti della sua epoca, si è alienato le simpatie della comunità scientifica a causa di un progetto – a suo dire infallibile – che ridurrebbe a zero la possibilità di disastri nucleari. A Bond è bastato sentire la parola disastri nucleari accanto al nome di Franco per capire che non c’è tempo da perdere...

Rinnovo di licenza, uscito nel 1981, rappresenta il primo incontro fra l’esperto scrittore John Gardner e la creatura letteraria per eccellenza di Ian Fleming, l’agente segreto James Bond. La Ian Fleming Publications (già nota come Glidrose Productions, dai suoi fondatori John Gliddon e Norman Rose, oltre, ovviamente, a Fleming), detiene i diritti dell’universo letterario di 007 e, dato che, a fine anni ’70, a fronte di un grande successo della saga cinematografica, ormai era esaurito il materiale libresco a cui attingere, si è cercato di rilanciare il filone cercando un autore che fosse in grado di far rivivere al meglio il personaggio di 007. Dopo il buon romanzo Il colonnello Sun, scritto da Kingsley Amis con lo pseudonimo di Robert Markham, la Glidrose ha infatti compreso che la ricetta bondiana, oltre che sul grande schermo, avrebbe potuto funzionare anche su carta, a patto di trovare la penna giusta. Da questo punto di vista, John Edmund Gardner (1926-2007) è sembrato essere la persona più adatta: britannico, con trascorsi nell’esercito e nel giornalismo, già con pubblicazioni inedite di successo (è il papà della saga parodistica con protagonista l’agente Boyksie Oakes) e con una certa abilità nel far rivivere personaggi appartenuti ad altri scrittori (la saga del Prof. Moriarty, arcinemico di Sherlock Holmes nell’opera di Arthur Conan Doyle). Il sodalizio si rivelerà felice, con Gardner che diverrà l’autore ufficiale di 007 fino al 1996 quando, dopo aver visto scemare la sua verve narrativa nelle ultime prove, passerà il testimone a Raymond Benson lasciando in eredità a fan e appassionati ben sedici romanzi. In Rinnovo di licenza c’è un James Bond più salutista, attento all’esercizio fisico e a ridurre vizi nocivi per la salute (del resto siamo negli anni ’80), alla guida di una Saab 900 e con le solite diavolerie fornite dalla sezione Q, ma quasi messo a riposo, date le direttive politiche che reputerebbero gli agenti con licenza di uccidere ormai obsoleti. Come da copione, invece, Bond sarà decisivo nel far fallire il piano dell’antagonista megalomane di turno – qui impersonato da un non esaltante Anton Murik, ambizioso fisico nucleare e autoproclamato Laird di Murcaldy – il quale, servendosi dal misterioso e camaleontico terrorista Franco (modellato, molto probabilmente, sul famigerato Carlos) azzarderà un’operazione rischiosissima che metterà a nudo le criticità di varie centrali nucleari sparse per il mondo. Gardner si trova a suo agio nei panni di Fleming dimostrando che 007 può sopravvivere persino al suo creatore, pur mantenendo inalterati i capisaldi che hanno reso la saga una fra le più popolari al mondo: un protagonista magnetico, azione, suspense e, dulcis in fundo, una Bond girl che si rispetti, qui rappresentata più che dignitosamente dalla pupilla di Murik, Lavender Peacock. Ispirato neanche troppo velatamente al film Sindrome cinese – uscito un paio di anni prima – Gardner agita lo spauracchio dell’olocausto nucleare e riesce a catalizzare l’attenzione di un pubblico esigente come solo i veri fan di James Bond sanno essere per un esordio sicuramente incoraggiante, soprattutto alla luce dell’alto coefficiente di difficoltà dell’impresa di cui si è fatto carico.