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Jesus boy

Jesus boy

Elaine è stata scoperta dalla nonna del suo giovanissimo amante, che le intima di confessare il suo peccato e redimersi. Vedova, di 44 anni e con un passato tormentato, preda del furore della carne, è ormai avvinta dal richiamo del sesso con l’unica e indiscussa speranza della comunità religiosa di cui fa parte, un acclamato e fervente fratello della Chiesa. Elwyn, quasi trenta anni più giovane, ha concupito la donna ed ormai spesso si immola a riti espiatori per questa passione totalizzante cui nessuno potrebbe dare il nulla osta. Meno male che fra poco potrà andarsene al college e finalmente allontanarsi dalla donna che lo ha iniziato con il suo ragionato e lungimirante beneplacito. Malgrado la scabrosa vicenda che lo coinvolge, Elwyn si sente profondamente coinvolto dalla causa religiosa e dal materno affetto delle altre parrocchiane, se non altro per quel suo talento al pianoforte che in realtà è l’inizio di questa travolgente storia, in cui sesso e divieti fanno capolino ad ogni vicenda personale. Sorella Elaine, nel mare di incesti, tradimenti, figli illegittimi e matrimoni forzati non è certo l’unica pecora nera del gregge, posto che violentata dal padre e succube della droga fu salvata dal defunto marito e la sua venuta nella comunità sin dall’inizio non piacque a molti…

Tecnicamente a volte un poco scomposto, un po’ opaco nella gestione dello scambio dei punti di vista dei personaggi, il romanzo di Preston L. Allen presenta più di uno spunto d’interesse, se non altro perché attualmente il mondo cattolico vive profondi travagli fra i doveri imposti dal dogma e comportamenti privati che non solo tradiscono i dettami del credo, ma spesso affondano nell’illecito di carattere penale, al di là dello scabroso aspetto etico. Tuttavia, lo sviluppo del pattern narrativo e la lineare ma asettica descrizione dei personaggi dà vita ad un romanzo che sebbene non abbia falle smisurate nel suo complesso ha qualche pesante smagliatura che ne sminuisce l’impatto. L’evidente e iterata ironia, non immediata né sorprendente, perde presto smalto ed inficia lo sforzo nel narrare una classica storia, apparentemente torbida ma comunque semplicemente attivata dalla chimica delle reciproche attrazioni. Abbastanza ingessati i personaggi, decisamente prevedibili azioni e reazioni; al tutto provano a dare ritmo e intensità lo stile e la struttura. Certo in un mondo in cui l’evidenza dei sentimenti o perlomeno delle tentazioni la si cerca di castrare e nascondere offrendo una rassicurante merenda alle cinque del pomeriggio, la redenzione appare impossibile.