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Jimmy Priscot

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Jimmy Priscot è un apprendista reporter della “New Port Gazette” che sogna di poter arrivare alla tanto agognata promozione a membro stabile della redazione. Per poter raggiungere il sospirato obiettivo, Jimmy propone al suo direttore Ozniak di scrivere un pezzo celebrativo sulla leggendaria figura del capitano Stephen Rogers, membro illustre della famiglia più importante della città. Il direttore gli fissa un appuntamento con il generale Rogers, discendente di Stephen e principale finanziatore della “New Port Gazette”. Durante il colloquio Jimmy cerca di estorcere al generale qualche elemento in più in merito alle voci che circolano sulla sorte del capitano Stephen, che non sarebbe in effetti morto eroicamente in mare ma sarebbe naufragato a seguito di un errore di rotta mentre era alla ricerca di un misterioso tesoro. Il generale smentisce e ribadisce la versione ufficiale, nella quale la responsabilità dell’errore di rotta e del conseguente naufragio sarebbe tutta da attribuire all’incapacità del secondo Bill Borrows. Ma è proprio grazie a un successivo incontro con Bill Borrows, che un tempo era stato innamorato della mamma di Priscot, che il ragazzo avrà conferma di come la versione ufficiale sia falsa. E quando il direttore Ozniak decide di non pubblicare il suo articolo, affidando a un altro reporter il compito di scrivere un breve pezzo sulla morte del capitano Rogers, Jimmy Priscot si convince che forse è giunta l’ora di vederci un po’ più chiaro su tutta quella misteriosa vicenda…

Per il suo esordio in campo letterario Giovanni Savelli ha scelto la formula del romanzo di avventura, rivisitando a modo suo la classica trama della ricerca di un tesoro nascosto su un’isola misteriosa. Jimmy Priscot è un libro che trae chiaramente ispirazione dai romanzi di Robert Stevenson e di Jules Verne, ma Savelli riesce a dare smalto al suo lavoro grazie a una scrittura accattivante, dove la dominanza dei toni ironici si alterna con cadenza studiata a momenti più lirici ed evocativi. Popolata da una galleria di personaggi tutti a loro modo irresistibili, dal cartografo bambino Magellano ad Agata, la bambina che non può crescere, dalla coppia di mastodontici fratelli Ludwig e Samuel allo stesso protagonista, la storia di Jimmy Priscot regala al lettore dei momenti di puro intrattenimento che racchiudono, come la polpa succosa di un frutto, un seme fatto di profonde e in qualche modo malinconiche riflessioni sul senso della vita e su come sia importante, anche in mezzo a tutte le sfide della quotidianità, continuare a sognare e a farsi guidare dai propri sogni. Come nella maggior parte degli esordi non tutto è proprio riuscito in maniera perfetta e forse alcune transizioni nello sviluppo della vicenda potevano essere gestite con maggiore fluidità. Nel complesso siamo comunque in presenza di un libro molto godibile, che si lascia leggere di un fiato e che sarà in grado di catturare l’attenzione non solo degli appassionati di barche e navigazioni, ma anche di tutti coloro disposti a concedersi una affascinante traversata negli oceani della fantasi