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J.K. Rowling - Nel suo mondo di parole

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Benché talvolta non si presti molta attenzione a questo elemento, i numeri e i significati di cui sono portatori sono uno degli elementi che ricorrono spesso nella celebre saga legata a Harry Potter. In particolare, è il numero sette a essere protagonista indiscusso: sette sono gli anni da trascorrere a Hogwarts; sette i famigerati Horcrux creati dal Signore Oscuro. Ma sono sette anche le prove sostenute da Harry, Ron ed Hermione nel primo libro della saga dopo la discesa nella botola sorvegliata da Fuffi, moderno Cerbero. Sembra non essere un caso neanche che in Harry Potter e il Calice di fuoco Alastror Malocchio Moody venga ritrovato proprio nel settimo fondo del suo baule stregato. E se il richiamo alla numerologia talvolta può risultare sottile e quasi impercettibile, di certo non lo è la presenza dell’alchimia; materia che consente la trasformazione dei metalli vili in oro, questa materia allude anche a una progressiva acquisizione della conoscenza, con l’obiettivo della conquista della onniscienza. E se da un lato, Nicolas Flamel è uno dei nomi più ricorrenti nel primo libro della saga – non a caso intitolato Harry Potter e la Pietra Filosofale, il resto dei sei volumi è costellato dai rimandi a questa antica materia, prima fra tutti gli animali come rospi, salamandre, serpenti, fenici e unicorni…

È un agile volumetto, quello scritto da Marina Lenti - prolifica scrittrice con saggi dedicati al fantasy – che dedica JK Rowling. Nel suo mondo di parole non ai tantissimi affezionati al celebre maghetto inglese, ma a coloro i quali ne hanno solo sentito parlare, restando all’oscuro della vera e propria magia che crea la lettura dei sette libri a firma della Rowling. Partendo dalla vicenda biografica peculiare della scrittrice, la Lenti attraversa tutti e sette i libri potteriani analizzandoli da varie prospettive: dalla creazione del mondo magico nel quale si svolge l’intera storia (un ruolo di rilievo è dato alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, che diventa essa stessa un personaggio), passando per i celebri e non tanto celati tributi della stessa Rowling a capisaldi del genere e della letteratura d’infanzia (tra tutti JRR Tolkien, Roald Dahl, Clive Staples Lewis, Louise May Alcott e Elizabeth Goudge), arrivando anche alle contestazioni religiose ricevute dalla saga. Otto capitoli che danno la giusta infarinatura al lettore che ancora conosce solo di fama il celebre Bambino Sopravvissuto; particolarmente interessanti i capitoli 5 e 8 dedicati, rispettivamente, ai rimandi “oltre la fisica” e a i temi ricorrenti non solo nella saga ma in tutte le opere della Rowling; briciole di pane e indizi che, sapientemente lasciati nel corso del libro e poi raccolti nella bibliografia finale, rendono JK Rowling. Nel suo mondo di parole un libro adatto sia ai neofiti della saga ma anche ai milioni di appassionati intenzionati a mantener sempre vivo il rapporto con quel luogo magico che è Hogwarts.