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John Falco – Nel profondo della Rete

John Falco – Nel profondo della Rete

Mercoledì 11 settembre 2019, New York. Per tutti gli americani l’11 settembre è una data che ha segnato la storia, ma per lui è anche una data che ha segnato la vita privata. Sono passati diciotto anni da quando John Falco ha accompagnato Miriam al World Trade Center. Diciotto anni da quando l’ha baciata e l’ha guardata allontanarsi, per non rivederla più. Un evento che ha modificato profondamente la sua vita, al punto da portarlo anche a vivere lontano da lì, pur se sempre nella Grande Mela, a veder passare gli anni senza riuscire a costruirsi una nuova vita con un nuovo amore. John Falco ora è un enologo che promuove i vini di tutto il mondo in ogni angolo del pianeta. Figlio di un americano di seconda generazione, è molto legato all’Italia dove torna regolarmente e dove ha parenti che producono vino (alcune piante di vite californiana le ha procurate lui stesso). Ma Falco è una star recente del mondo dell’enologia. Pur se si è sempre occupato, per diletto, di bottiglie, la sua occupazione principale prima era nel marketing e soprattutto nell’informatica (e nella pirateria informatica). Rientra a casa dopo una presentazione di vini argentini alla presenza dello stesso ambasciatore. Sul suo cellulare riceve un messaggio da tale TOB, nickname o sigla che proprio non gli suggerisce nulla, anche se si rivolge a Falco come BB che è stato realmente e a lungo il suo nome da hacker. BB come BlackBird, ma in virtù del suo cognome, Falco appunto, onde evitare di essere identificato facilmente, lo ha cambiato in BlackBard, così che una sola vocale lo ha trasformato da uccello a poeta. Ma chi è questo TOB che dice che sta per venirlo a trovare?

Hacker e dietro ciascuno di essi altri hacker e mille sigle diverse (qualcuna anche divertente, come HICCUP, che significa singhiozzo) che possono ricondurre sempre alle medesime persone, tanto che sembra di non venire mai a capo di questa rete “benefica” e criminale al tempo stesso. E viene da sorridere ripensando a tutte quelle che credevamo leggende metropolitane, secondo le quali dietro un virus per computer c’è sempre una software house che produce e vende antivirus. Anche il protagonista del romanzo, John Falco, si occupa più di informatica che di vino, nonostante quello che vuole far credere. Il problema sorge quando, oltrepassata la metà del libro firmato dal giornalista di Sky Tg24 Jordan Foresi e da Oliviero Sorbini, ci si comincia a perdere dietro nomi e sigle e non ci si capisce più chi sta dietro a cosa. Perché non ci sono solo hacker, ma anche hacktivist e si aggiunge così una figura “professionale” di cui conoscevamo l’esistenza, ma che riesce a mettere un pizzico di fascino in una storia che, partita alla grande, tende a diventare un po’ noiosa tra attacchi informatici, contatti tra hacker, ripristini e patti di non belligeranza, con tanto di conteggio di favori in credito o debito. Ma poi il finale è fantastico, con un riscatto e una grande strategia messa in atto per scrivere davvero un grande epilogo, sottile, intelligente, unico e vincente, con il quale il gruppo di John Falco mette tutti sotto scacco. Perché fare l’hacker “è un lavoro che può metterti in contrasto con la coscienza, ma anche un avvocato non sempre difende un innocente”!